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Posts Tagged ‘Donne’

Più volte su questo blog ho lanciato strali contro qualche giornalista,ma sono felice ora di segnalarne invece una da seguire. Una (bella) autorevole voce si aggiunge al coro dei resistenti.
Marina Boscaino nel suo nuovo blog propone di “osservare insieme“:

Proprio per la mia duplice esperienza – di insegnante e di pubblicista che si è occupata esclusivamente di politiche scolastiche – mi piacerebbe che questo spazio rappresentasse un ossrvatorio dal quale segnalare il modo in cui i media riflettono (sul)la scuola. Si tratta di un punto di vista interessante, se solo si pensa all’influenza che quella rappresentazione ha sulla percezione e sulla coscienza che la collettività ha del nostro sistema di istruzione e delle politiche che coloro che ci governano individuano ed applicano.

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Schiava sì, ma scalza no, ecchediamine. :)

Molto bello l’articolo di Timothy Garton Ash, tradotto da Emilia Benghi per la Repubblica, sugli inni nazionali.
È vecchiotto (gennaio ’08) ma in questi giorni si discute dello spot di Calzedonia e così mi è capitato di trovarlo.
Sentirlo in un spot di calze da donna è una vergogna”, pare abbia detto Angelo Vaccarezza dimenticando che all’inno, alla bandiera, alla repubblica e alla sua costituzione ben altre legnate son state tirate. Da “amici” suoi, tra l’altro*.
Mi chiedo, gli chiedo mai passasse di qua: ma fossero state virilissime calze da uomo cambiava qualcosa? Solo così, per sapere. Perché non ha detto “uno spot di calze”, ha specificato “da donna”. Come se le calze da donna avessero qualcosa di immorale, di lascivo e di triviale che quelle da uomo non hanno.
Chissà che fantasie ha questo signore.

* presidente della provincia di Savona, non conoscendolo ho immaginato lo schieramento politico, ho controllato su google e ho indovinato.

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Saranno pruderie estive, ma il tormentone di oggi è sui centimetri di coscia mostrati da Michelle Obama.

Non era mai successo infatti prima d’ora che la moglie di un presidente americano venisse fotografata in pantaloncini corti. «Vi immaginate Laura Bush o Patricia Nixon in shorts?», ha commentato il sito HuffingtonPost.com aprendo un sondaggio tra i lettori: «Michelle senza dubbio ha delle belle gambe ma è davvero appropriato che una nel suo ruolo ne faccia vedere così tante?».”

No, Laura e Patricia preferisco non immaginarle, ma la Jacqueline, durante una vacanza presidenziale qui in Italia, mostrò le lunghe gambe.
Cinquant’anni fa, e non credo che qualcuno abbia avuto da ridire.

Michelle_gambe

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W le donne :)

donne

Che cos’hanno in comune il bizantino Giovanni
Damasceno e il Dante stilnovista, l’ebreo Freud
e l’ariano e hitleriano Kohrerr, un Mussolini
tiepidamente suffragista e il regista Fellini?

La risposta la trovate in questo ebook in regalo scaricabile dalla home page dell’editore Guaraldi.

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Information Safety and Freedom dedica a tutte le giornaliste e scrittrici a cui i vari governi del mondo impediscono la libertà di espressione il video “Women in Art“.
Dalla loro home page:

“è uno splendido inno consacrato alla storia dell’arte attraverso l’immagine della donna”

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È di questi giorni la notizia del divieto, per le donne iraniane, di andare in bicicletta (pattini e monopattini pure).
Non che prima fossero libere di farlo ovunque, ma tant’è, ora ciccia.
Ohcccccomesiamostatebravenoi, occidentalmentelaiche, attivistefemministe, ovaiemilitanti, che addirittura nell’immediatodopoguerra – pur non avendo il diritto di voto* – potevamo andare su due ruote dove volevamo.
Pure sulla lambretta.
I commenti che sento intorno a me sono variegati, passano dall’annoiato (quelle stanno su un altro pianeta… più o meno come le ferengi**) all’infastidito (tengoaltrodapensa’), dall’ipocritamente scandalizzato (terribile, poveriiiine – detto con la bocca a culo di gallina – però certo che sono proprio, loro, i loro uomini, un’altra razza) all’orgoglio malcelato (noi li riempiremmo di legnate quegli uomini lì… mia nonna già l’avrebbe fatto ai tempi suoi, se ora siamo libbbbbere, è perché ce lo siamo guadagnate).
Ma comunque salta fuori che siamo emancipate, NOI.
Peccato che una ricerca fatta alla fine del 2006 (quasi un anno fa, e non è cambiato NULLA) dal World Economic Forum sullo status delle donne in centoquindici (115) paesi, siamo arrivate settantasettesime (77°).
I parametri erano quattro: partecipazione e opportunità economica, accesso all’educazione, influenza politica, salute e aspettative di vita.
Ma noi abbiamo le pari opportunità.
NOI.

* ricordo alle più giovani che le donne italiane hanno votato, per la prima volta, nel 1946.
** razza aliena… vedere struttura sociale della razza qui.

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Dove siamo? COSA siamo (diventate)

velvet.jpg

Ma c’è da rimaner basiti.
Un bel servizio sul culo delle giornaliste su Velvet (la repubblica).
E ha un bel chiedersi blogaprogetto dove siamo. A questo punto c’è da chiedersi chi siamo, cosa siamo diventate. Siamo tutte così o sono solo le Altre?

Io dico, avrò anche passato l’età per essere orgogliosa del mio sedere, ma a quel manipolo di femmine che scrive per la repubblica, non è saltato in mente che qualcosa non va?
Come si fa a chiedere ad un gruppo di giornaliste (ma chissà come mai NON nomi conosciuti) di descrivere il proprio deretano?

E che a farlo sia proprio la repubblica?
Non saranno (forse) giovani precarie ricattabili? Nasce il sospetto di un paternalismo porcaccione da parte di un (vecchio) datore di lavoro.

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