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Posts Tagged ‘comunisti’


Grande Vauro!

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[…]Anche Ignazio Marino è convinto che non ci siano scissioni alla porta. E sottolinea: «Queste divisioni tra l’area cattolica, alla quale fanno riferimento tra gli altri Fioroni e Franco Marini, e la cosiddetta matrice comunista le ritrovo più tra questi 16-18 capi corrente che all’interno del partito. Bisogna lavorare per un partito unito e laico e non arrivare a parlare di scissioni»

Ammetto che il mio campione non sia numericamente significativo, ma in effetti tutti quelli che conosco io appartengono alla cosiddetta “matrice comunista”. Un paio di cattolici ci sono pure, ma non fanno certo riferimento a Fioroni o Marini: cattolici sì, ma calabrache è un’altra roba.
In definitiva quello che dice Ignazio Marino è condivisibile fino ad un certo punto: io direi che la divisione fra area cattolica e area a matrice comunista (due definizioni un po’ imbecilli, secondo me) che c’è fra i capi corrente, non corrisponde alla stessa divisione (ammesso che esista come tale) che si profila all’interno del partito. Non è questione di maggiore o minore spaccatura, è proprio la mancanza di corrispondenza. Da qui la costante e ormai epocale sensazione della sinistra vera (noi mangiacreature, per intenderci) di non avere rappresentanza.
E che sono anni che dobbiamo turarci il naso, e inutilmente, comunque vada.

Sicuri che non si debba parlare di scissioni? Qualche dubbio io l’avrei.

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Giorgio Gaber – La libertà

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[…] Ma qual è l’idea che la scuola (presidi e docenti) ha del testo digitale? Sicuramente, fino a pochissimi mesi or sono, nessuna; adesso, quella divulgata sull’onda dell’avversione politica. Sindacati di base ed esperti di settore di sinistra hanno buon gioco nel demonizzare il bambino insipientemente immerso nell’acqua sporca di una riforma assurda e decostruzionista, concepita per picconare le ultime difese del diritto allo studio. Stupisce che sempre, immancabilmente, manchi il coraggio di affrontare le questioni nel merito senza trasformarle in demagogia e instrumentum diaboli.
In sostanza: quest’obbligo dell’adozione calato dall’alto senza la minima preparazione strutturale, finanziaria e culturale, è indubitabilmente scandaloso. Il principio stesso che una scelta di così ampio respiro e dalle così vaste conseguenze sia stata decisa senza una consultazione degli esperti e degli addetti ai lavori (editori, autori, docenti) e senza una larga progettualità nazionale, è umiliante. Si può senza tremore affermare che sia quanto di peggio si sia mai visto nella storia della scuola italiana. Ma la “cosa” non finisce qui, come invece vogliono far credere gli opinionisti benpensanti. Aggredire i tentativi di rinnovamento e di sperimentazione con il martello dell’ideologia è cosa che degrada e svilisce anche le migliori intenzioni.[…]

leggete tutto il post QUI.

Una discussione sull’argomento la trovate anche nel post “robe di sinistra“, e a me un anatema era già sfuggito sul post “mio nonno e la garavaglia” in seguito all’indignazione di antonio tombolini su simplicissimus.
Ma, dico, non è una questione da poco. Mica come quelle scemenze che girano in rete tipo “ma il mac è di sinistra o di destra?” (che chi ca%%o se ne frega eh, io lo uso perché sì).

Si trovano, in rete, discussioni “ebook sì VS ebook no” nelle quali comunque si argomentano problemi e rischi reali. Si trovano articoli scritti da professori competenti (Guastavigna per esempio) che vivisezionano l’ebook rivelandone le magagne (complici editori che, pur di cavalcare l’onda, sfornano 50 titoli in pochi mesi). E poi si leggono articoli, a volte pubblicati su siti che paiono autorevoli, che dimostrano tutta l’ottusità di una posizione di principio, tradita dalla pochezza delle informazioni e dalla poca competenza di chi scrive.
Non metto link, questa volta – consideratelo un compito, se vi interessa – sta a voi cercare e “pesare” le fonti…

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Sette chilometri di curve.
Sono quelli che mi scendo e mi salgo ogni volta che mi tocca andare in città.
E ogni volta, sia all’andata sia al ritorno, incontro uno scellerato/a che viaggia a velocità suicida, tagliando le curve con il cellulare in mano.
Più di uno, a volte.
Allora penso, possibile che lo scellerato che scende non incontri mai in pieno tornante quello che sale? E sbadabam?
Ormai son anni, le occasioni son continue, eppure non succede.
Ce ne sarebbe per un postulato: gli scellerati non si incontrano mai, ovvero gli scellerati si respingono.
Peccato che ce ne sia un bel manipolo al governo, che guida il paese con la stessa andatura sconsiderata.

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dal blog Solleviamoci’s Weblog:

Il colpo è stato duro. E la ferita brucia. A tre giorni dal risultato elettorale che ha decretato la cacciata dei comunisti dal Parlamento, c’è chi prova a rialzarsi. Al grido di «Comunisti di tutta Italia unitevi», cento personalità del mondo della cultura, dell’arte e del lavoro chiamano a raccolta gli orfani della Sinistra Arcobaleno.

Per farlo hanno aperto un sito, www.comunistiuniti.it, pubblicato un’inserzione pubblicitaria su alcuni quotidiani italiani e soprattutto hanno fatto un appello «ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia». In sintesi dicono: «Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso e ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”». Dunque, «ricominciamo da noi».

Copioincollo una parte dell’appello:

[…]

Ci rivolgiamo:
-alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi “non ce la fanno più” e per i quali la “crisi della quarta settimana” non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo;
-ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista;
-ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell’imperialismo;
-al mondo dei migranti, che rappresentano l’irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l’imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall’incontro multietnico e multiculturale può nascere – nella lotta comune – una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla “diversità”, che faccia progredire l’umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace.
[…]

Tra le prime adesioni:
Ciro ARGENTINO operaio Thyssen Krupp
Margherita HACK astronoma
Gianni VATTIMO filosofo
Michele GIORGIO giornalista de il Manifesto
Tiziano TUSSI comitato nazionale ANPI
Sergio RICALDONE partigiano, consiglio mondiale per la pace
VAURO vignettista
Wilfredo CAIMMI partigiano, medaglia d’argento al valor militare
Mario GEYMONAT docente filosofia Università Venezia

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