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Posts Tagged ‘case editrici’

ebookreader italia e currenti calamo segnalano un nuovo appuntamento, dopo il barcamp sugli ebook di Rimini e quello sugli ebook per la scuola di Fosdinovo, per il mondo dell’editoria digitale. Ci (ri)vedremo a settembre quindi, al castello Malaspina, per ben due barcamp (la seconda edizione del BookCamp e la seconda dello SchoolBookCamp).  E per molto di più:

“Giunti al secondo appuntamento, i due Barcamp si arricchiscono di tavole rotonde, seminari di formazione (eBookLife – eBookTab), e di spazi espositivi (eBookShow) proponendosi di diventare un appuntamento annuale per far luce, attraverso il confronto tra studiosi, appassionati, operatori del settore, professionisti, docenti e istituzioni, sullo stato dell’arte dell’editoria digitale.” [il resto QUI]

L’eBookFest è senza dubbio un appuntamento da non mancare per quanti lavorano nel campo dell’editoria a stampa e per chi già sta innovando nel settore del libro elettronico e dell’editoria digitale. Infatti, il paradigma ebook è ancora tutto da definire e queste giornate a Fosdinovo, per spessore culturale già sperimentato nel raduno dello scorso anno, possono offrire un raro momento di confronto tra professionisti.  [il resto QUI ]

Il sito dell’eBookFest QUI

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In quaranta città italiane si è svolta una manifestazione studentesca contro il caro libri.
Davanti ai licei sono stati depositati sacchi di juta con il disegno del dollaro e il nome delle grandi case editrici scolastiche.

“Nonostante le promesse del ministro Gelmini – afferma Francesco Polacchi, responsabile nazionale dell’organizzazione studentesca – le famiglie italiane continuano a pagare cifre insostenibili per l’acquisto dei libri di testo. La spesa per ogni studente supera in media i 500 euro, senza contare che un istituto su due sfora il tetto di spesa imposto dal Ministero”.

Studenti di sinistra? NO: Blocco studentesco è un’organizzazione di estrema destra.
E io vado in confusione, ecco.

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W le donne :)

donne

Che cos’hanno in comune il bizantino Giovanni
Damasceno e il Dante stilnovista, l’ebreo Freud
e l’ariano e hitleriano Kohrerr, un Mussolini
tiepidamente suffragista e il regista Fellini?

La risposta la trovate in questo ebook in regalo scaricabile dalla home page dell’editore Guaraldi.

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QUI la circolare.

E poi due articoli che ritengo imperdibili, il primo di Maurizio Chatel, il secondo di Guastavigna-Boscaino.

Buona lettura!

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E-book alla conquista dell’editoria” titola blogosfere per un post che ci segnala un incremento, nel mercato statunitense, del 400%.
Continuo a pensare, al contrario dei grandi editori italiani, che l’ebook sia una conquista (intesa anche come grande opportunità) per l’editoria e non viceversa, e i dati sembrano confermarlo.

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Il sindacato dei consumatori ADOC promuove una class action contro nove tra le maggiori case editrici scolastiche (Principato, De Agostini, Il Capitello, Le Monnier, Giunti Scuola, Paravia Bruno Mondadori, RCS libri, S.E.I., Zanichelli).
L’accusa è quella di aver aumentato i prezzi dei libri di scuola del 10/15% all’anno nell’ultimo lustro. L’obiettivo è invece quello di ottenere il rimborso di quanto pagato in più dalle famiglie negli ultimi cinque anni scolastici.
Infatti, sostiene l’Adoc, gli impegni che le case editrici hanno preso per i prossimi anni, in seguito all’istruttoria del Garante, non escludono la sussistenza dell’illecito negli anni passati.
La causa partirà ufficialmente dal 30 giugno e i consumatori saranno rappresentati dall’avvocato torinese Marino Bin (docente universitario di diritto civile).
Aderire a questa causa non è però tanto facile: è necessario, compilando il modulo di adesione, allegare la documentazione comprovante le spese sostenute per i libri di testo. Nel sito dell’Adoc di parla chiaramente di scontrini o fatture relative ai libri di testo – specificati nel documento fiscale – comprovanti le spese sostenute per l’acquisto dei libri.
Nel sito dell’Adoc è possibile vedere il modello da compilare.
Mi chiedo però quanti genitori abbiano conservato gli scontrini dei libri di testo.
Uno su cento?
Di cinque anni fa, poi… uno su mille? figuriamoci.
Questa azione collettiva mi sembra interessante solo il linea di principio. È bene dimostrare che è possibile portare avanti azioni risarcitorie, fare un po’ di can can e tenere desta l’attenzione, ma sul fatto che – in questo specifico caso – si possa davvero riportare qualche soldo in tasca alla gente…

Sarebbe bene che le associazioni consumatori spendessero un po’ delle loro risorse anche nella diffusione delle buone pratiche.
Incentivare l’utilizzo nelle scuole del software libero, per esempio, e sostenere l’utilizzo dei testi digitali, visto che finalmente ci sono.

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