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Posts Tagged ‘Bossi’

La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il giudice Nicola Lettieri, che difende l’Italia davanti alla Corte di Strasburgo, ha reso noto che il governo italiano ricorrerà contro la sentenza.
Fonte.

Però la Gelmini dice: «È un simbolo della nostra tradizione».

Poco male Maria Stella, ne abbiamo tante di tradizioni, e tanti simboli… e poi siamo un popolo di artisti, qualcosa troveremo per decorare le fatiscenti mura no?

Per esempio una tradizionalissima pizza. Esportata più del crocefisso credo.

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No, non è serio? Ah, dici che ci vuole il consenso popolare per certe riforme? Populista anche… bene, eccoti un’altra opzione, questa piacerà sicuramente a tantissimi italiani e ti farà diventare primo ministro, sicuro.
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Ah, dici che hai dei problemi con la lega… loro non ne vogliono sapere di toglierlo?
Mmmm… prova a dire che ogni ufficio scolastico provinciale può scegliersi il suo tradizionalissimo simbolo, che so, per i bergamaschi un bell’arlecchino
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e a Napoli un bel pulcinella, che ai bambini piacciono tanto (ma forse preferiscono la pizza eh).
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Anche se ti dirò, secondo me, per come sta messa la scuola adesso… un bel simbolo del quale si sente il bisogno (perché anche questo è importante no? un simbolo che dia speranza) è un bel cornetto portafortuna.

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E la tradizione è rispettata.

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Il cervello, intendo, ma con riserva sul resto.

Non si spiegano altrimenti tante cose, a partire dalla bandiera al contrario:
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E poi, se davvero la necessità di una divisa è sentita solo per farsi riconoscere dalla gente, per rassicurare (come dicono ai giornalisti) allora tutta quella fantasia di mostrine e patacchine che senso ha? diciamola tutta, devono aver piccolo anche il resto se hanno bisogno di così tanti bollini che neanche chichita.
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Ma la cosa che più sgomenta, della divisa della Guardia Nazionale, è quella che chiamano candidamente ruota solare e che campeggia sulla fascia al braccio (che già solo quella… colori invertiti ma roba da brividi eh). E ci dicono che la GNI è apolitica, peccato che il simbolo in questione sia quello del partito ultranazionalista.
E nessuna spiegazione sul perché sia stato scelto quel simbolo, sulla sua origine e sul suo significato. Uno potrebbe pensare che, non sapendo riconoscere il giusto verso della bandiera italiana, probabilmente neanche immaginano che quel disegnino che a loro piace tanto (magari perché ha giusto un’assonanza visiva con uno che piacerebbe di più ma.) ha un suo significato e una sua storia, e che l’hanno scelto senza approfondire.
Ma non è così, è stato scelto più che consapevolmente. Infatti l’immagine pubblicata sul loro sito, nella descrizione della loro simbologia, è un file scaricato e risalvato senza nessuna modifica (verificare pure il numero di pixel) da wikipedia che, alla voce “Esoterc Nazism” spiega benissimo cos’è quella ruota solare (o black sun).
Chi non lo sa legga, per favore.
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E chi ha il coraggio legga anche cosa scrive Gaetano Saya (presidente del PNI e fondatore della GNI)

L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i POTERI e le AUTORITA’ COSTITUITE.

L’uso della libertà che tende a fare di qualsiasi cittadino un giudice che ci impedisce di espletare liberamente le nostre sacrosante funzioni.

Noi siamo a guardia della Legge che vogliamo IMMUTABILE SCOLPITA NEL TEMPO. Il popolo è minorenne, la Nazione malata; ad altri aspetta il compito di curare e di educare.

A NOI IL DOVERE DI REPRIMERE, LA REPRESSIONE E’ IL NOSTRO CREDO.
REPRESSIONE E CIVILTA’

Gaetano Saya

Un tipo rassicurante eh? no? un’occhiata alla la foto vi convincerà:
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E poi oggi leggo:

Ieri si è fatto sentire Gaetano Saya, presidente nazionale del Msi: “Non siamo né nazisti né fascisti. Noi siamo nazionalisti italiani e patrioti“, ha detto al telefono a Sky.
“Stiamo cambiando in queste ore l’uniforme: avremo un pantalone bianco e una camicia rossa, come Garibaldini. Cosa ci diranno, che abbiamo la camicia rossa e siamo comunisti?”

No, che siete solo dei coglioni.
Pericolosi però.

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Rubo il titolo del post a Vittorio Pasteris (scusa Vittorio, ma è insuperabile), che scrive:

Il figlio di Umberto Bossi, Renzo (a sinistra nella foto), è stato bocciato per la terza volta all’esame di maturità.
Il Tribunale amministrativo, cui la famiglia aveva fatto ricorso in seguito all’ultima bocciatura […]

Avevamo già parlato del rampollo nel post “Se Bossi fosse nato in Romania…“. Domani mattina io e Anna, la mia fida romena, avremo qualcosa su cui farci due risate.

aggiornamento:
il buon aghost mi fa notare che il titolo è suo :D
il che dimostra che è davvero un ottimo titolo se anche vittorio l’ha ripreso ;)

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Ci sono termini ed espressioni che, in casa mia, non potrei tollerare nemmeno dalla domestica o, fossi così fortunata da averlo, da uno stalliere. Ma non ho i cavalli, nemmeno uno, e neppure la stalla. Ho una casetta così cosà, e mi posso solo permettere l’aiuto – prezioso – di una signora che stira un paio d’ore alla settimana. Non è laureata, e credo neppure diplomata, ma è molto educata. No, non è servile, è semplicemente una signora. Non so se sia del sud o del nord, della Romania intendo, ma non mi interessa: è europea, e se non lo fosse sarebbe lo stesso. Educata, onesta e di buon senso.
Una che, se avesse qualche motivo (anche solo il gusto musicale personale) per criticare il nostro inno nazionale, non lo farebbe se non in un contesto privatissimo, confidenziale, e sicuramente con attenzione e tatto. Una presente a se stessa che sa quale ruolo sta ricoprendo (domestica, nonna, madre, amica) in ogni momento.
È convinta, però, che la scuola rumena funzioni meglio di quella italiana: infatti la nipotina è stata appena promossa alla seconda elementare pur sapendo contare solo fino a trenta. Così lei, tutti i pomeriggi, le fa fare tre ore di compiti delle vacanze supplementari, che al suo paese i bambini mica muoiono anche se studiano di più.
Una nonna così e il famoso rampollo non sarebbe stato respinto, per la seconda volta, alla maturità.
E suo noto padre, con una madre così, non sarebbe stato un cafone. Probabilmente sarebbe stato rumeno, però. La Padania forse non sarebbe stata inventata e l’Italia sarebbe un pochino migliore.
E tutto per merito una rumena, pensa te.

(riflessione in seguito a)

p.s. Per cortesia, qualcuno – meglio se un prof del sud – spieghi al cafone che “schiava di Roma” è riferito alla Vittoria, e non all’Italia.

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