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Archive for the ‘giornalisti’ Category

Più volte su questo blog ho lanciato strali contro qualche giornalista,ma sono felice ora di segnalarne invece una da seguire. Una (bella) autorevole voce si aggiunge al coro dei resistenti.
Marina Boscaino nel suo nuovo blog propone di “osservare insieme“:

Proprio per la mia duplice esperienza – di insegnante e di pubblicista che si è occupata esclusivamente di politiche scolastiche – mi piacerebbe che questo spazio rappresentasse un ossrvatorio dal quale segnalare il modo in cui i media riflettono (sul)la scuola. Si tratta di un punto di vista interessante, se solo si pensa all’influenza che quella rappresentazione ha sulla percezione e sulla coscienza che la collettività ha del nostro sistema di istruzione e delle politiche che coloro che ci governano individuano ed applicano.

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Ha ragione Maria Grazia Fiore, queste sono notizie da diffondere (ma la stampa dove sta?)
Ci sono grandi case editrici, copio il concept da Faraona, che hanno paura del digitale perché, sia visto mai, i file si possono duplicare.
E ci sono grandi editori che per festeggiare il completamento del catalogo in digitale, il cartaceo lo regalano. Agli studenti.
Grande Guaraldi.

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Saranno pruderie estive, ma il tormentone di oggi è sui centimetri di coscia mostrati da Michelle Obama.

Non era mai successo infatti prima d’ora che la moglie di un presidente americano venisse fotografata in pantaloncini corti. «Vi immaginate Laura Bush o Patricia Nixon in shorts?», ha commentato il sito HuffingtonPost.com aprendo un sondaggio tra i lettori: «Michelle senza dubbio ha delle belle gambe ma è davvero appropriato che una nel suo ruolo ne faccia vedere così tante?».”

No, Laura e Patricia preferisco non immaginarle, ma la Jacqueline, durante una vacanza presidenziale qui in Italia, mostrò le lunghe gambe.
Cinquant’anni fa, e non credo che qualcuno abbia avuto da ridire.

Michelle_gambe

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[…] Ma qual è l’idea che la scuola (presidi e docenti) ha del testo digitale? Sicuramente, fino a pochissimi mesi or sono, nessuna; adesso, quella divulgata sull’onda dell’avversione politica. Sindacati di base ed esperti di settore di sinistra hanno buon gioco nel demonizzare il bambino insipientemente immerso nell’acqua sporca di una riforma assurda e decostruzionista, concepita per picconare le ultime difese del diritto allo studio. Stupisce che sempre, immancabilmente, manchi il coraggio di affrontare le questioni nel merito senza trasformarle in demagogia e instrumentum diaboli.
In sostanza: quest’obbligo dell’adozione calato dall’alto senza la minima preparazione strutturale, finanziaria e culturale, è indubitabilmente scandaloso. Il principio stesso che una scelta di così ampio respiro e dalle così vaste conseguenze sia stata decisa senza una consultazione degli esperti e degli addetti ai lavori (editori, autori, docenti) e senza una larga progettualità nazionale, è umiliante. Si può senza tremore affermare che sia quanto di peggio si sia mai visto nella storia della scuola italiana. Ma la “cosa” non finisce qui, come invece vogliono far credere gli opinionisti benpensanti. Aggredire i tentativi di rinnovamento e di sperimentazione con il martello dell’ideologia è cosa che degrada e svilisce anche le migliori intenzioni.[…]

leggete tutto il post QUI.

Una discussione sull’argomento la trovate anche nel post “robe di sinistra“, e a me un anatema era già sfuggito sul post “mio nonno e la garavaglia” in seguito all’indignazione di antonio tombolini su simplicissimus.
Ma, dico, non è una questione da poco. Mica come quelle scemenze che girano in rete tipo “ma il mac è di sinistra o di destra?” (che chi ca%%o se ne frega eh, io lo uso perché sì).

Si trovano, in rete, discussioni “ebook sì VS ebook no” nelle quali comunque si argomentano problemi e rischi reali. Si trovano articoli scritti da professori competenti (Guastavigna per esempio) che vivisezionano l’ebook rivelandone le magagne (complici editori che, pur di cavalcare l’onda, sfornano 50 titoli in pochi mesi). E poi si leggono articoli, a volte pubblicati su siti che paiono autorevoli, che dimostrano tutta l’ottusità di una posizione di principio, tradita dalla pochezza delle informazioni e dalla poca competenza di chi scrive.
Non metto link, questa volta – consideratelo un compito, se vi interessa – sta a voi cercare e “pesare” le fonti…

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Succede che un papà torni a casa dal lavoro e che un bambino gli corra incontro per dirimere una questione importante: «Che differenza c’è tra una lumaca e una chiocciola?».

Un articolo grazioso (nulla di nuovo, nulla di più) di Renata Maderna su Famiglia Cristiana online.
Da leggere tutto per riflettere, ancora, su

[…] Non deve meravigliare che il professor Mainetti citi spesso gli studenti come persone da cui apprende ogni giorno qualcosa, a cominciare da un diverso modo di affrontare la vita e, prima ancora, di riflettere: «Mentre noi seguiamo un pensiero lineare e sequenziale, loro ragionano in modo “ipermediale”: si muovono attraverso le finestre di Windows mentre sfogliano appunti e libri e nel frattempo telefonano o mandano messaggi. Capita persino a lezione che scrivano commenti in tempo reale… Non solo da docente, ma anche da genitore dico: non facciamo l’errore di vivere tutto questo come una barriera che divide, ma impariamo a utilizzarlo come elemento di condivisione».

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Rubo il titolo del post a Vittorio Pasteris (scusa Vittorio, ma è insuperabile), che scrive:

Il figlio di Umberto Bossi, Renzo (a sinistra nella foto), è stato bocciato per la terza volta all’esame di maturità.
Il Tribunale amministrativo, cui la famiglia aveva fatto ricorso in seguito all’ultima bocciatura […]

Avevamo già parlato del rampollo nel post “Se Bossi fosse nato in Romania…“. Domani mattina io e Anna, la mia fida romena, avremo qualcosa su cui farci due risate.

aggiornamento:
il buon aghost mi fa notare che il titolo è suo :D
il che dimostra che è davvero un ottimo titolo se anche vittorio l’ha ripreso ;)

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Le opinioni, si sa, sono solo opinioni.
L’opinione.it, invece, si presenta come”Quotidiano Politico Italiano” e  – cito –  una delle poche voci autorevoli dell’area liberaldemocratica e moderata.

Sarà, ma su peopleforfun stamattina è comparsa un perla che rubo subito: il post “mondi paralleli” riporta un articolo, a firma di Stefano Magni, intitolato “John McCain ha vinto” (pubblicato, credo per sbaglio, prima dei risultati delle elezioni).

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Poi devono essersi resi conto che c’era anche la (disgraziata, a parer loro) possibilità che vincesse il nero, e quindi hanno preventivamente pubblicato anche l’articolo “Barack Obama ha vinto”. Nella stessa pagina entrambi gli articoli (della serie: appena so come va a finire cancello quello sbagliato), solo che invece di tenerla in caldo nascosta, hanno pubblicato pure quella.

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Ok, capita.
Ma la cosa interessante è scoprire cosa hanno scritto dell’uno e dell’altro.
L’autorevole redazione, liberaldemocratica e moderata, ha sicuramente le idee chiare.

Lo dimostrano anche, cambiando argomento, quando scrivono:

Le proteste e le richieste dell’opposizione non devono fermare il governo
Università, la riforma s’ha da fare. Per forza
Il premier Berlusconi e il ministro Gelmini, insieme al resto della maggioranza, hanno concordato di procedere a un ampio confronto con le parti in causa e poi agire attraverso un disegno di legge. Però la necessità di intervenire è sacrosanta e non può essere fermata con la scusa dei tagli, che tagli non sono ma contenimento della spesa di un settore che spende molto e malissimo e che forma pessimi laureati.

Posso mandarli a succhiarsi un limone?

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