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Archive for ottobre 2008

In qualche modo questo è un seguito ai commenti di questo post.
Si parla di libri di testo e di s-riforma ma, a ben vedere, bisognerebbe riformare TANTE altre cose, e la questione dei libri, andando a guardare, è davvero l’ultima.
come dice Marconato: “[…]Non lo è se si pensa all’innovazione vera, quella della didattica. Per fare questo ci vuole ben altro che non sostituire la carta stampata con file digitali. I contenuti digitalizzati possono, tutt’al più costituire una innovazione organizzativo/logistica e contribuire alla (pregevole) diminuzione dei costi della frequenza scolastica.
Ritornando alla vera innovazione: se un in segnante è un mediocre insegnante con un libro di stampato, rimane tale con un libro di testo digitalizzato.
Tecnologie coma “cavallo di Troia”? Non è vero. Tecnologie o no, i modelli didattici non cambiano in automatico. La problematica del cambiamento concettuale va affrontata di petto e con adeguate strategie didattiche.

E a leggerlo così sembra che si scagli contro l’innovazione, ma non è vero, è solo che Marconato riesce a spostare il proprio punto di osservazione in base al problema, in modo oggettivo e non soggettivo. Così come fa Agati quando dice: “Io sono
un vecchio prof che usa le nuove tecnologie quando servono.
E le vecchie pure.
“. E a questo proposito è delizioso uno dei suoi ultimi post.

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Entro dicembre 1180 scuole (il 10% del totale) saranno dotate di lavagna interattiva. Altre 4180 scuole la riceveranno entro la fine del 2009, così la copertura arriverà al 40% delle scuole italiane.

Venti milioni di euro subito per comprare 10mila lavagne interattive multimediali, altri dieci milioni nel 2009: arriva la ‘scuola digitale’ e il governo la presenta in pompa magna, con l’intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al fianco del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e a quello della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta.

Vedi articolo.

Quello che non capisco è come mai con venti milioni subito si copre il 10% delle scuole, e con solo dieci milioni l’anno dopo se ne copre il restante 30%: mai stata forte in matematica eh.
E poi non è chiara un’altra cosa: una lavagna per ogni classe o una per tutta la scuola? si contenderanno, gli insegnanti, la lavagna a morsi sulle orecchie oppure, per non far torti, rimarrà depositata in sala insegnanti?
Ma la cosa è nuova nuova, non possiamo pretendere di sapere tutto subito, e francamente a me piace l’idea delle lavagne elettroniche.
Però, chissà perché, questa trovata mi ricorda quell’inciucio dei libri di testo delle poste e del fornitore unico (mondadori).
E allora mi chiedo chi fornirà le lavagne (oh, mica briciole, stiam parlando di 30 milioni di euro di fatturato nel giro di un anno!) e con un’approfondita ricerca scopro che.
Cosa volete che sia.

note:
L’assegnazione provvisoria dell’appalto è stata già fatta.
L’elenco delle scuole destinatarie è sul sito dell’indire.

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