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Archive for settembre 2008

eBook reader in prova!

Per i prof blogger un’opportunità da prendere al volo: Simplicissimus ha rilanciato l’iLiad Tour.
Se hai un blog puoi richiedere in prova per una settimana il lettore ebook iLiad.
Non è richiesta (ma sicuramente è gradita) una recensione sul blog ;)
I requisiti per accedere sono alla portata di chiunque viva con onestà e buon senso, quindi se siete interessati a provare il reader potete iscrivervi QUI

Se non conoscete l’iLiad potete vedere oggetto e caratteristiche tecniche QUI
E leggere un paio di recensioni QUI e QUI

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Forse un po’ di coesione è rimasta, ditelo ai colleghi, si trova in rete (il luogo più individuale e meno individualista che abbiamo a disposizione). Su Faraona un bell’elenco di link, divisi per tematiche, sulla questione della riforma Gelmini.

Io, come la penso, l’ho già scritto QUI.

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Precari che saltano e travasi allegri: questo è quello che ci si aspetta a partire dal nuovo anno scolastico.
Si legge che il punto di partenza per la [contro]riforma Gelmini – con particolare riferimento al maestro unico – sia stato il fatto che il 97% del budget del ministero di sua competenza sia assorbito dagli stipendi degli insegnanti, dei dirigenti, del personale tutto, e questo tze tze, va mica bene, dicono.
Quello che però si guardano bene dal dire è che le altre spese che riguardano la scuola non sono di loro competenza e non rientrano nel loro budget: spendono il 97% dei soldi in stipendi perché è lì che devono spenderli.
Tutto il resto, per esempio l’edilizia scolastica compresi gli arredi e i laboratori, sono compentenza degli ee.ll (enti locali: comuni, province e regioni – province in particolare per la secondaria superiore) in base alla legge dell’11 gennaio 1996 n° 23 e all’art. 14, comma 1, della legge dell8 giugno 1990 n° 142.
Ci si chiede davvero, quindi, che fine faranno i soldi risparmiati: se vengono convertiti in aumenti per i docenti rimasti non varierà la percentuale, 97 era e rimarrà e allora il ministro (magari il prossimo) potrà vantarsi dicendo: “noi abbiamo aumentato lo stipendio agli insegnanti, pensate, BEN il 97% del nostro budget va in stipendi!”.
Sulla forca. Tutti.
Possibile che si possa prendere in giro la gente così? SI.

E poi un’altra. A proposito dei libri di testo una spiegazione via BBNBlog.

Gelmini, testi scolastici, ebook ed editori: due righe di spiegazione.

Stamattina mio marito mi ha chiesto: “ma come mai il Presidente del Consiglio, proprietario di una delle più grandi case editrici scolastiche, ha permesso alla sua pupilla di congelare il mercato dei libri di testo per 5 anni?”.
L’ho guardato. Mi sono resa conto che davvero non capiva.
Allora – non ho mica un marito scemo eh! – si vede che il gioco non è chiaro, forse è il caso di spiegarlo.
Prima è uscita una legge che impone l’adozione dei testi digitali a partire dal 2009 con quello che c’è per arrivare al 2011 con l’adozione di soli ebook.
Poi esce una legge che pare dire: visto che tanto col cavolo che le case editrici faranno i testi digitali, vi tenete i testi che avete fino al 2014.
Apparentemente è un controsenso e pure una zappata agli editori, come rileva il consorte.
Ma.
1) Le case editrici investono nella redazione, nella stampa dei testi, nelle copie saggio: questi costi vengono ammortizzati nel primo anno di vendita (più o meno) e gli anni successivi, pagati i costi di creazione del testo e gli impianti di stampa (le pellicole e le lastre), rimangono solo i costi di ristampa e i diritti d’autore (una miseria) = tutto guadagno.
2) La trovata della Gelmini ridurrà il fatturato delle case editrici ma aumenterà la percentuale di utile sul fatturato (è una conseguenza del punto 1).
3) Le grandi case editrici detengono l’80% del mercato.
4) Le case editrici piccole avranno difficoltà a far fronte al disastro.
5) Le case editrici grandi recupereranno il fatturato perduto spazzando via quelle piccole.
6) Il monopolio dei 4/5 grandi editori uscirà rafforzato.
7) Nel frattempo le grandi case editrici hanno 5 anni per dirottare gli investimenti sul digitale.
8) Le case editrici piccole, nello stesso periodo, non potranno investire nulla dovendo pensare a sopravvivere, e così alla fine anche quelle che reggeranno saranno tagliate fuori dal mercato.

Morale, la prima trovata della ministra è funzionale alla seconda e, tutte e due, a chi detiene il potere.
Si tenga pure, il presidente dell’AIE, il suo raccapriccio. Gli renderà parecchio denaro.

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Un titolo alla Lina Wertmuller per segnalarvi un articolo dal titolo evocativo:
2008 – 1902. Ovvero Dimmi quando, quando, quando

Il quando quando quando si riferisce all’idea scellerata della Gelmini (o di chi la muove) di spostare indietro l’orologio della scuola:

[…]A quale prima del ’68 si riferisca la ministra Gelmini non è dato sapere. All’immediato dopoguerra (prima della riforma della scuola media 1962-’63), al fascismo, al pre-fascismo, al dopo unità d’Italia. Non si sa, basta che si cancellino 40 anni di storia della scuola italiana e poi qualunque cosa va bene. Cancellare cosa? I Decreti Delegati del 1974 n. 416 (governo Rumor), Legge 4 agosto 1977, n. 517 (governo Andreotti), I programmi della Scuola Media. D. M. 9 febbraio 1979 (governo Andreotti, le 150 ore per il diritto allo studio- DPR n. 395/1988 (governo De Mita), i Programmi per la scuola elementare del 1985 (governo Craxi), gli Orientamenti per la scuola dell’Infanzia del ’91 (governo Andreotti), il Progetto ’92 per i Professionali (governo Andreotti), I programmi Brocca (noto sessantottino!) dal 1988 al 1991 (governi De Mita, Goria, Andreotti). A questo punto non so se anche la riforma Moratti sia figlia del ’68. […]

L’articolo è lunghetto ma vi assicuro, giurin giuretto, che vale la pena mettersi seduti comodi e leggerlo. Inizia riportando una relazione di fine anno scritta da un maestro supplente nel 1902.
E finisce con una sorpresa.
No, non vale scrollare la pagina per leggere prima la fine, non barare. Ti faresti del male, come a leggere tutta la trama di un bel film con finale a effetto.
Ritagliatevi dunque una manciata di minuti.

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