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Archive for marzo 2008

Ecco la rassegna stampa sindacale sui tagli agli organici nelle scuole del sud italia.
Il calcolo degli insegnanti fatto sulla base degli iscritti e non degli aventi diritto allo studio ignora la dispersione scolastica, non considerando gli abbandoni – che nel Sud sono i numeri più alti del paese – in quanto i dispersi non sono “clienti” dell’azienda scuola. La miopia di questi calcoli non tiene conto, ovviamente, dei costi sociali a breve e a lungo termine che questo comporta.
Ma anche qui in Toscana, dove il numero degli studenti è in crescita lenta e costante, l’organico con viene adeguato e i tagli sono continui.
Non c’è limite al peggio? No, e volendo fare pessime previsioni c’è, purtroppo, ancora spazio.

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Una figlia educata male

Leggo che una ragazzina di quindici anni si rivolge al giudice tutelare, tramite un avvocato, per non essere costretta dai genitori ad abortire, dimostrandosi così non del tutto sprovveduta.
Ma leggo anche che la fanciulla non è nuova all’esperienza: aveva già avuto un bambino nel 2006, dato in adozione.
Può capitare, nonostante tutto, che una ragazzina di 12/13 anni si ritrovi in stato di gravidanza, ma è “normale” che la cosa si ripeta solo due anni dopo? a soli 15 anni? Non sappiamo – e il giudice tutelare avrà la responsabilità di stabirlo – se la giovane madre sarà in grado di allevare ed educare questo secondo figlio, ma di certo i suoi genitori hanno dimostrato di non essere stati in grado di farlo con lei.
L’articolo scrive, tra l’altro, che è “figlia di una coppia ben inserita in città”, chissà cosa intende dire…

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Information Safety and Freedom dedica a tutte le giornaliste e scrittrici a cui i vari governi del mondo impediscono la libertà di espressione il video “Women in Art“.
Dalla loro home page:

“è uno splendido inno consacrato alla storia dell’arte attraverso l’immagine della donna”

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Su l’Avvenire, il 23 febbraio 2008, Lodovici scrive:

[…] Ma l’esistenza di scuole non statali garantisce un principio morale
fondamentale e irrinunciabile, che non è certo di parte: la libertà
dei genitori di scegliere per i figli una scuola conforme alle proprie
convinzioni.
[…]
Ciò esige che lo Stato renda possibile una reale ed effettiva
libertà di scelta, realizzando una vera parità scolastica e
consentendo ai genitori di iscrivere i figli negli istituti più
confacenti alle loro convinzioni. Lo Stato deve cioè garantire la
possibilità che i genitori di sinistra possano mandare i figli in
scuole di sinistra, quelli liberali in scuole liberali, quelli
cattolici in scuole di ispirazione cattolica, ecc. Insomma, la posta
in gioco non è la tutela degli interessi dei cattolici, bensì la
salvaguardia della libertà delle famiglie di educare i figli secondo i
propri valori e principi, quali che siano, purché non siano principi criminali.

Buona la risposta di Stella, su il Corriere:

[…]Un papà e una mamma sono di sinistra? Hanno diritto a una scuola di sinistra. Sono di destra? Scuola di destra. Certo, c’è un problemino: «quale» sinistra? Quella bertinottiana o pecoraroscania, veltroniana o pannelliana, dilibertiana o turigliattiana? Mica facile, trovare la scuola giusta. E «quale» destra? Berlusconiana o finiana, buttiglionesca o mussoliniana, rotondiana o santanchesca? Quanta dose di simpatie trotzkiste può essere tollerabile per un bravo genitore post-diessino? Quanti fez e gagliardetti e busti del Capoccione possono essere accettati sopra l’armadio in classe da un bravo genitore liberale?
[…]
La scuola personalizzata. Su misura. Taglia 42 o taglia 58 drop sei a seconda di ciò che scelgono i papà e le mamme. E arriverebbe a compimento il percorso di un Paese dov’è ormai impossibile trovare un accordo anche sulla condivisione del punto e virgola. E dove finalmente, rinunciato una volta per tutte all’idea di una storia comune, ognuno potrebbe raccontarsi la «sua».
[…]
«E noi?», diranno i genitori leghisti. Ma certo, avanti le scuole padane. Con libri come «La storia della Lombardia a fumetti » distribuita dalla Regione. Dove c’era sì qualche sventurato strafalcione («Verso il 3000 dopo Cristo la civiltà camuna era piuttosto evoluta… ») ma in compenso i rampolli celtici potevano leggere una nuova ricostruzione del Risorgimento: «alcune manovre e piccoli intrighi, certi eroismi e strani trattati avevano portato la penisola italiana a essere un unico regno…» O manuali come «Noi veneti » che, voluto e finanziato dalla Regione guidata da Galan, non aveva una riga su pittori come Giorgione o Tintoretto, Tiziano o Canaletto né su musicisti come Vivaldi o Albinoni o scrittori come Pietro Bembo o Ruzante, ma regalava una poesia di Catullo tradotta dal latino in dialetto: «Cossa de mejo gh’è del riposarse / infin, dal peso e dal strassinamento… ».

Andate a leggere tutto l’articolo qui.

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