Precari che saltano e travasi allegri: questo è quello che ci si aspetta a partire dal nuovo anno scolastico.
Si legge che il punto di partenza per la [contro]riforma Gelmini – con particolare riferimento al maestro unico – sia stato il fatto che il 97% del budget del ministero di sua competenza sia assorbito dagli stipendi degli insegnanti, dei dirigenti, del personale tutto, e questo tze tze, va mica bene, dicono.
Quello che però si guardano bene dal dire è che le altre spese che riguardano la scuola non sono di loro competenza e non rientrano nel loro budget: spendono il 97% dei soldi in stipendi perché è lì che devono spenderli.
Tutto il resto, per esempio l’edilizia scolastica compresi gli arredi e i laboratori, sono compentenza degli ee.ll (enti locali: comuni, province e regioni – province in particolare per la secondaria superiore) in base alla legge dell’11 gennaio 1996 n° 23 e all’art. 14, comma 1, della legge dell8 giugno 1990 n° 142.
Ci si chiede davvero, quindi, che fine faranno i soldi risparmiati: se vengono convertiti in aumenti per i docenti rimasti non varierà la percentuale, 97 era e rimarrà e allora il ministro (magari il prossimo) potrà vantarsi dicendo: “noi abbiamo aumentato lo stipendio agli insegnanti, pensate, BEN il 97% del nostro budget va in stipendi!”.
Sulla forca. Tutti.
Possibile che si possa prendere in giro la gente così? SI.
E poi un’altra. A proposito dei libri di testo una spiegazione via BBNBlog.
Gelmini, testi scolastici, ebook ed editori: due righe di spiegazione.
Stamattina mio marito mi ha chiesto: “ma come mai il Presidente del Consiglio, proprietario di una delle più grandi case editrici scolastiche, ha permesso alla sua pupilla di congelare il mercato dei libri di testo per 5 anni?”.
L’ho guardato. Mi sono resa conto che davvero non capiva.
Allora – non ho mica un marito scemo eh! – si vede che il gioco non è chiaro, forse è il caso di spiegarlo.
Prima è uscita una legge che impone l’adozione dei testi digitali a partire dal 2009 con quello che c’è per arrivare al 2011 con l’adozione di soli ebook.
Poi esce una legge che pare dire: visto che tanto col cavolo che le case editrici faranno i testi digitali, vi tenete i testi che avete fino al 2014.
Apparentemente è un controsenso e pure una zappata agli editori, come rileva il consorte.
Ma.
1) Le case editrici investono nella redazione, nella stampa dei testi, nelle copie saggio: questi costi vengono ammortizzati nel primo anno di vendita (più o meno) e gli anni successivi, pagati i costi di creazione del testo e gli impianti di stampa (le pellicole e le lastre), rimangono solo i costi di ristampa e i diritti d’autore (una miseria) = tutto guadagno.
2) La trovata della Gelmini ridurrà il fatturato delle case editrici ma aumenterà la percentuale di utile sul fatturato (è una conseguenza del punto 1).
3) Le grandi case editrici detengono l’80% del mercato.
4) Le case editrici piccole avranno difficoltà a far fronte al disastro.
5) Le case editrici grandi recupereranno il fatturato perduto spazzando via quelle piccole.
6) Il monopolio dei 4/5 grandi editori uscirà rafforzato.
7) Nel frattempo le grandi case editrici hanno 5 anni per dirottare gli investimenti sul digitale.
8) Le case editrici piccole, nello stesso periodo, non potranno investire nulla dovendo pensare a sopravvivere, e così alla fine anche quelle che reggeranno saranno tagliate fuori dal mercato.Morale, la prima trovata della ministra è funzionale alla seconda e, tutte e due, a chi detiene il potere.
Si tenga pure, il presidente dell’AIE, il suo raccapriccio. Gli renderà parecchio denaro.











[...] I numeri della Gelmini Pubblicato il Settembre 5, 2008 di faraona Maestro unico, precari e stipendi, blocco delle adozioni e libri digitali. Del [vero] perché di tante cose. [...]
Sto cominciando a perdere la pazienza (ho proposto al Preside di rifiutare l’invito a Roma per l’inaugurazione dell’anno scolastico; a momenti mi mangia).
Ho letto :)
ma d’altronde c’è da aspettarselo: lui, indipendentemente da come la pensa, rappresenta l’istituzione, e probabilmente sente come appartenente al suo ruolo il dovere (a volte scomodo e a volte salvifico) di dare un colpo al cerchio e l’altro alla botte.
Post illuminante!
[...] riforma in generale Michele Serra su la Repubblica Sul [vero] perché di tante cose L’idea di Riforma Gelmini è l’infeudalizzazione della scuola La Gelmini, Tremonti e il [...]
Caro Gattopazzo,
a prescindere dal chi/quanto/come ci guadagna, mi piacerebbe che questa querelle sul costo dei testi scolastici, quarda caso sempre a settembre da 25 anni, fosse affrontata in maniera più attenta tenendo anche conto di quelli che sono i danni indotti.
Premetto che in questo momento volutamente faccio un paragone con Alitalia, visto che tutti siamo piloti/assistenti di volo/personale di terra e che nesappiamo di tutto tanto da intasare radio, elevisioni e giornali.
Lì si parla di un “possibile” fallimento con 20.000 persone a spasso.
Con questo nuovo decreto della Gelmini siamo certi che 150.000 persone saranno a spasso senza ammortizzatori sociali.
Passo al punto.
Predisporre un testo scolastico (in particolare un corso per il triennio di matematica) non è cosa semplice, come tutti pensano, ma bensì un compito lungo e delicato.
In media ci vanno dai 4 ai 6 anni di tempo, per prerdisporre un manoscritto e circa 2 anni di lavoro redazionale/scientifico e grafico per portarlo alla stampa. Poi dopo una campagna promozionale nelle scuole (in genere si propaganda per due anni per ottenere dei risultati validi), il testo viene adottato nell’anno scolastico successivo. Per fare un esempio, ciò che si stampa a dicembre 2008, viene propagandato a febbraio/maggio 2009 e viene acquistato a settembre 2009.
Quindi un rapido calcolo presuppone l’inizio del progetto editoriale nel 2002 e un godimento dell’investimento a partire dal settembre 2009. Per gli autori invece, il godimento del diritto d’autore (io parlo di autori nuovi, e quindi scarsamente considerati dal corpo docente che adotta) il tutto viene spostato di un anno (dopo che la SIAE lentamente rilascia i dati di vendita) a novembre 2010.
Bene, a meno di un colpo di fortuna sfacciato, l’autore prende soldi dopo 8 anni di duro lavoro.
Questa prima parte solo per farvi capire che è più facile guadagnare con un gratta e vinci (… gli Italiani spendono a testa più del doppio del costo dei libri per il primo anno di un liceo scientifico…) che scrivere un tsto scolastico.
Sono assolutamente d’accordo che il prezzo del libro deve essere rapportato alla qualità dei contenuti, e che quindi se il libro è cambiato di poco da un edizione all’altra bisogna rispedirlo indietro, ma se si tratta di una novità assoluta bisogna fare un altro tipo di riflessione.
Quando dico rispedirlo indietro, mi riferisco agli insegnati che, prima ancora di aprire il libro, chiedono agli agenti omaggi, saggi, inviti a convegni ecc…
E ve lo dice uno che per 8 anni havenduto libri usati in “piazzetta” a Torino. Erano loro i miei fornitori migliori, e anche i più esosi.
Adesso, sono dall’altra parte della barricata, per come viene definita sui Media.
Faccio testi scolastici per le medie e le superiori. Con quattro soci, 8 dipendenti, e circa 20/25 collaboratori (insegnanti, illustratori, fotografi, iconografi, revisori scientifici ecc) ho uno studio editoriale, che ogni hanno prepara tra i 3 e i 5 corsi.
Bene, anzi male, la ricaduta del blocco delle adozioni per 5 anni per noi sarà un disastro (quasi sicuramente il 70% delle persone resteranno a spasso, e come Gelmini insegna, prima i collaboratori e poi i dipendenti) ma per gli studenti sarà ancora peggio.
A parte lo studiare su manuali che velocemente diventeranno obsoleti (e poi vi spiego il perchè), anche la qualità dell’offertà formativa sarà scarsa. Cosa pensate che i piccoli editori che avevano puntato tutto sulla scolastica restino in piedi?
Nessuno di noi sarebbe contento di avere solo Barilla e Voiello sugli scaffali dei Supermercati con un bel cartello sopra “per 5 anni mangiate sta pasta e poi arriverà la nuova. Oppure trovarsi tra le palle la Duna, L’arna o meglio ancora la Giardinetta, perché la FIAT può fare una macchina nuova solo ogni 5 anni.
E, ancora di questo passo, quanti di noi mantengono un cellulare per più di tre/quattro anni.
No! Tutto deve essere una libera scelta. Ma libera veramente. Che i genitori comincino a fare il loro mestiere e rientrino nella scuola a “gamba tesa”. Siano partecipi dell’offerta formativa sin dalla scelta dei testi scolastici (al 80% vengono scelti da un docente che l’anno successivo insegnerà in un’altra scuola) e non solo a richiedere le liste dei testi da acquistare.
Vi devo anche una spigazione all’obsolescenza dei libri e al mercato dell’usato, che con questa legge verrà ulteriormente massacrato.
Ovvero, ricompariranno le pagine da staccare, gli esercizi da compilare sul libro, le risposte multiple, i cruciverba ecc tanto da rendere inutilizzabile il testo per una futura vendita.
Sicuramente gli approfondimenti, le esercitazioni complesse gli schemi di apprendimento (i fondamenti rimarranno nel testo base) saranno a pagamento, non essendo oggetto di adozione ma copito contrattuale degli insegnanti. On line troveremo solo gli aggiornamenti dei dati statistici e dei dati sensibili.
Quindi vi consiglio di armarvi di santa pazienza quando passerete le vostre serate a stampare i libri dalla vostra InkJet (già oggi è aumentato il costo della risma) a un costo più che doppio rispetto al costo del libro vero, a rilegarlo sottocasa sperando che vostro figlio no lo dimentichi sul pulmann….
… questa mattina ho portato mio figlio a scuola con 15 pacchetti di Fazzolettini, 3 rotoli di carta igienica (la cacca la fa sempre a casa….) e una risma di carta.
Per chi di voi è riuscito ad arrivare a fondo un caro saluto e un grazie.
Filippo C.
+ Autori/redattori/correttori di bozze/illustratori/cartografi/fotografi/iconografi/grafici/sviluppatori e amministratori software/fotolitisti/fotoincisori/tipografi/legatori/trasportatori/agenti rappresentanti
che tra poco ingrosseranno le fila dei disoccupati.
PS. Un milione di posti di lavoro non li aveva trovati, ma sicuramente 200.000 in meno li crea.
@Filippo
grazie per il corposo e argomentato commento.
Il decreto della Gelmini avrà ripercussioni serie, in termini di precari a spasso e occupazione, su questo siamo tutti d’accordo.
E l’art. 15 della finanziaria sui libri di testo potrebbe averle, esattamente come tu prevedi.
Questo nulla toglie però all’analisi riportata dal bbnblog sulle motivazioni del decreto. Non credo comunque che l’editoria tradizionale possa aver molto da temere per i prossimi anni da quella digitale. Mentre sono d’accordo sul fatto che il blocco delle riedizioni per cinque anni possa fare parecchi danni. Il fatto che possa danneggiare i piccoli editori e non i “magnifici 4″ (cit.) dovrebbe preoccupare un po’ tutti.
Dal mio (personalissimo) punto di vista sarebbe bene che i piccoli editori si sganciassero dall’AIE e iniziassero a “far distretto” fra loro. La piccola editoria, con questi chiari di luna, può sopravvivere se trova ragione di esistere nella differenza, nell’elasticità e nell’evoluzione che tanto spaventa le grandi strutture.
Ciao Gattopazzo,
sei sicuro che un coro di nani possa riscuotere lo stesso successo del coro del Regio?
Il dilemma dei piccoli editori è da anni questo:
troppo piccoli per diventare grandi.
Proprio per questo motivo non si sono mai messi d’accordo.
Per quanto riguarda il digitale, e io e te in questo momento non consumiamo carta, penso che il tutto per tutti e il tutto gratis porterà lo studente a non capire neanche più la tabellina del 2.
D’altronde il problema non è più che cosa impara lo studente, ma che impari qualcosa spendendo poco.
… ho visto con i miei occhi uno studente navigare su Google Hearth in cerca del Darfur. Gli ho chiesto di indicarmelo su un’atlante.
Mi sono rotolato dalle risate.
Ciao e a presto
Filippo
:)
“sei sicuro che un coro di nani possa riscuotere lo stesso successo del coro del Regio?”
certo che sì.
a patto, però, che si rivolgano a un pubblico differente :)
io penso che il “tutto per tutti” e il “tutto gratis” siano due concetti diversi, e che non siano neanche necessariamente legati fra loro.
il “tutto gratis” non è sostenibile, il “tutto per tutti” può essere un buon obiettivo se – e solo se – il “tutto” è ben identificato.
“D’altronde il problema non è più che cosa impara lo studente, ma che impari qualcosa spendendo poco.”
Davvero pensi sia così?
Credo che dipenda dai punti di vista :) per il nostri governi (uso appositamente il plurale) il problema è un altro: non importa cosa impara lo studente, l’importante è che impari poco.
Per quanto riguarda il digitale penso che se ci dimentichiamo per un attimo la questione dei costi (intesa come risparmio) e ci concentriamo sulle opportunità didattiche che offre, ci accorgiamo che i vantaggi a lungo termine sono irrinunciabili.
Ciao Gattopazzo,
solo io e te ne discutiamo.
questo è parte del testo del decreto 137 del 01/08/2008 a cui faccio riferimento. Sicuramente lo conoscerai. Questo articolo fa riferimento all’articolo da te citato, ma lo peggiora.
“Art. 5. Adozione dei libri di testo
Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere del collegio dei docenti concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.”
Speriamo che qualcuno ci legga e ci senta per allargare la discussione.
Ciao Filippo
PS http://www.anarpe.it – anche gli agenti scalpitano
Visto il sito dell’anarpe.
La lettera aperta agli insegnanti è condivisibile, mi chiedo come sia stata diffusa (nn l’ho vista pubblicata da nessuna parte).
La trovate QUI.
Conferma il fatto che chi ha da perdere da questa sventurata vicenda non è, al solito, chi ha il coltello dalla parte del manico.
Gli editori infatti, durante questi cinque anni, continueranno a vendere i loro libri, con qualche problema in più dovuto all’usato (che forse potranno recuperare proprio risparmiando sulla promozione), ma senza investire una lira in nuovi impianti.
Ti faccio notare che nei vari siti, forum e blog dedicati alla scuola, ci si aggrega e si protesta per la contro-riforma Gelmini, ma la questione “libri di testo” non è considerata (sia la questione dell’art 15, sia il decreto 137): gli insegnanti hanno altre priorità al momento.
A parte la letargia politica che da molti anni colpisce una buona parte di docenti, c’è da considerare il fatto che la coesione fra questa categoria e le altre è andata a farsi benedire molto tempo fa. Complice il governo e complici i media.
Però la lettera agli insegnanti dell’anarpe dovrebbe essere divulgata meglio. E, più importante ancora, dovrebbe essere riscritta con un taglio diverso per veicolare un messaggio che non sia solo “aiuto aiuto qui perdiamo posti di lavoro”, ma che smascheri quelli che sono i veri giochi. Un semplice “grido di dolore” non basta.
O forse l’anarpe, fino a oggi complice, ha ancora paura a ribellarsi al giogo?
Ciao Gattopazzo
questa sera a Firenze riunione in anarpe da cui dovrebbe uscire un documento comune.
Ti faccio sapere.
Ciao Filippo
Ciao Gattopazzo,
come faccio a inviarti dei file PDF con il testo della Legge?
Ciao Filippo
via mail, se non pesano una follia :)
gatto_impazzito@libero.it
grazie!
ma com’è andata la riunione in anarpe?
Caro Gattopazzo.
Ti faccio sapere nei prossimi giorni. In realtà, visto che nessuno ha le idee chiare stanno brancolando nel buio.
Penso si stia discutendo su:
Defiscalizzazione
Prezzo imposto (come alle elementari)
…
Non un granché.
Ti farò sapere
Ciao Filippo
Ho ricevuto i file :)
ti ringrazio!
(ma perché non avete il sito?)
Ciao Gattopazzo,
siamo molto pigri.
spero entro l’inizio del nuovo anno di riuscire a trovare il tempo (e le risorse) per realizzarlo.
Vediamo cosa succede oggi a conclusione degli stati generali dell’editoria.
Ciao FIlippo
a proposito del blocco Gelmini sull’adozione dei libri di testo, anch’io mi sono chiesta come mai un editore, come tra le altre cose è Berlusconi, vada proprio a colpire i suoi interessi. Non so se la risposta data qui sopra sia quella giusta, resta però il fatto che le case editrici sfornano ogni anno libri diversi sulla stessa materia di insegnamento…una cosa assurda perché è un po’ come affermare che ciò che hanno scritto l’anno prima non vale niente. Gli insegnanti, però, come i ragazzini, sono molto attirati dalle novità e così adottano il nuovo a prescindere dalla bontà del vecchio. E’ un giochetto che deve finire! Un giochetto che fa arricchire gli editori e impoverire le famiglie perché i nuovi testi costano sempre di più dei precedenti. Come uscirne?
il blocco per 5 anni mi alletta a patto che sul serio ogni editore pensi a far pervenire ai ragazzi gli aggiornamenti necessari e gratuitamente! Che poi gli autori dei testi prendano una mieria concordo in pieno dato che anch’io lo sono: sono un autore di testi di Lettere.
una prof di Liceo Scientifico.
Ciao Irene,
cominciamo dicendo che anche oggi il petrolio è sceso ma la benzina la paghiamo ai prezzi di 3 mesi addietro.
Proseguiamo dicendo che gran parte del processo produttivo, e quindi del costo del libro, è soggetto al costo delle materie prime (una risma di carta al super la paghi circa 8 euro).
Concludiamo con i risultati dell’indagine dell’antitrust che attestano l’aumento del costo dei libri al 2,3% su media nazionale. Meno, molto meno di quanto sono aumentate le tariffe telefoniche, i giochi della PsP, le spese di tenuta conto (proprio in questi giorni sono arrivate le modifiche unilaterali delle banche sul tasso debitore).
Provo ad affrontare il discorso su un piano leggermente diverso da quello tenuto nei post precedenti.
Il blocco delle adozioni a 5 anni per le elementari e a 6 anni per le superiori (guarda caso non si erano accorti che dividere 5 per 2 -bienni- e 5 per 3 – trienni- non era possibile. La matematica è dura da imparare) porterà come primo drammatico segnale un’abbattimento del mercato dell’usato, anche perchè stanno mettendo mano alla riforma degli ordini, e quindi il prossimo anno tutti i libri saranno nuovi. Per due anni non se ne troveranno sulmercato dell’usato e quelli che si troveranno saranno pieni di scritte, di esercizi risolti e di pagine staccate (a questo punto i libri saranno, come dice Tremonti, amici e compagni di viaggio nella vita). Quindi le famiglie non risparmieranno e i fratelli dovranno per forza di cose avere testi nuovi.
Avere testi nuovi tutti gli anni, non lo trovo così disdicevole. È prerogativa del mercato avere sempre prodotti nuovi, non dell’acquirente di acquistarli.
Come ho già detto alcune volte, se il libro sembra una truffa bisogna denunciarlo all’insegnante, al Preside a chiunque abbia titolo per fare qualcosa e mettersi di traverso a questo sistema malato che lascia al collegio docenti la scelta del cambio dei testi.
Io conosco tantissimi insegnanti che oramai da anni mandano a cagare i rappresentati che ogni anno propongono testi nuovi. Se ti piace un libro e se ne condividi il metodo, perchè cambiarlo.
Per la gratuità dei materiali on-line sono d’accordo. Sulla qualità degli stessi ci faremo un sacco di risate… e le bollette di connesione al web schizzeranno alle stelle.
Preferisco condividere il pensiero degli stati generali. Date la possibilità a tutti di scaricare i libri dalla propria dichiarazione dei redditi; dare i libri in uso gratuito (ma devono essere trattati con le cassette di BlockBuster se le rompi le ripaghi) a chi veramente ne ha bisogno e dare una borsa di studio, magari i libri in omaggio e non i prestito, se l’anno scolastico viene passato con un punteggio alto.
Tante cose si potrebbero dire e fare, ma in realtà prima di tutto bisogna convincere la gente (prima di parlare alla pancia) e i genitori che studiare fa bene e fa crescere e che uindi quei soldi sono spesi bene.
Ovviamente al giusto prezzo.
Ciao e scusa la lungaggine.
Filippo
PS Io intanto a Roma ci vado per dimostrare che l’impianto di questa riforma (RIFORMA?) farà solo danni e toglierà molto ai nostri figli.
l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare (cit.)
sulla s-riforma, certo, ma anche su ’sta storia dei libri di testo :)
continuiamo infatti a parlare di costi, prestandoci a giochi perversi.
il problema non sono i costi, e chi ce lo vuol far credere è in malafede.
è interessante leggere cosa scrivono alcuni colleghi che, con il giusto distacco, badano a questioni più rilevanti: li segnalo in un nuovo post.
[...] 16, 2008 di gattopazzo In qualche modo questo è un seguito ai commenti di questo post. Si parla di libri di testo e di s-riforma ma, a ben vedere, bisognerebbe riformare TANTE altre [...]
1984 – Orwell.
Leggiamoci la sceneggiatura dei prossimi 5 anni.
E mi raccomando seguiamo tutti il consiglio del Presidente (del consiglio di amministrazione):
POSITIVI dobbiamo essere POSITIVI.
Ciao a tutti e grazie per aver risposto alle mie considerazioni, ma da oggi mi ficco due mollette sotto le orecchie e comincio a sorridere.
Un ultimo momento di tristezza l’ho provato ieri.
Da oggi ricomincio a essere lo studente di 25 anni addietro che raccontava, ascoltava e discuteva con tutti i sui compagni. Basta prese di posizione a prescindere. Ricominciamo a parlare, ma a 4occhi e non via chat.
Ciao a tutti Filippo
PS dimenticavo di dirvi un’ultima cosa. Tra le varie voci che girano al ministero, una in particolare vale la pena di essere raccontata. Ovvio che in questo momento sono concentrato sull editoria e la chicca sta proprio lì.
Il ritorno del sussidiario (ovvio con maestro unico libro unico).
Poi, i 65 milioni di euro che lo stato stanzia ogni anno per i testi gratuiti per le elementari, probabilmente già dal prossimo anno scolastico verranno ripartiti su tutti i gradi di ordine scolastico, e quindi via libera agli evasori che presenteranno false credenziali.
Comunque penso positivo
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137 recante «Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università».
(Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31 ottobre 2008)
Art. 1. Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.
1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 2. Valutazione del comportamento degli studenti
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso e all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.
Art. 3. Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti
1. Dall’ anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuati mediante l’attribuzione di voti espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.
3. Nella scuola secondaria di primo grado, sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 è sostituito dal seguente:
«4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo e espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi».
4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato.
5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Art. 4. Insegnante unico nella scuola primaria
1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1° settembre 2009. A seguito della predetta verifica, per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2-ter. La disciplina prevista dal presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.
Art 5. Adozione dei libri di testo
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto del le disposizioni vigenti.
Art. 5-bis. Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento
1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie, e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.
3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corso di laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
Art. 6. Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Art 7. Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente: «433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».
Art. 7-bis. Provvedimenti per la sicurezza delle scuole
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.
2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge l° luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’art. 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1° gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.
3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti, e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007 dal Ministro della pubblica istruzione, e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4, commi 5, 7 e 9, della legge 11 gennaio 1996, n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità, qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.
5. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare critica sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.
6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.
7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.
Art. 8. Norme finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
grazie per il contributo :)
Ciao Gattopazzo,
ogni giorno una nuova….
- Scelta dei libri di testo con graduatoria: Prima il migliore, poi in seconda battuta quello con il prezzo più basso (evviva la qualità). Poi si sceglie.
- Tetto di spesa. Abbassato dal 10% al 5% il limite di superamento del tetto di spesa. Le scuole che lo superano avranno meno finanziamenti in funzione del totale superato.
- Responsabilità oggettiva dei Presidi. Vai con gli emoticons di Brunetta.
- In arrivo la circolare ministeriale (ovviamente non pubblicizzata) in cui si consigia alle scuole di non cambiare i libri di testo.
…
Altre nuove nei prossimi giorni
Ciao Filippo
Bella! dove l’hai trovata?
Comunque c’è anche un’altra novità, è stata fatta un’interrogazione parlamentare:
http://blog.bibienne.com/?p=180
Sto andando a scuola, perciò chiedo scusa se sono frettolosa e se non ho letto per bene tutti i commenti precedenti: dico qui quello che ho già chiesto sul sito della Bbn: non c’è un blocco delle adozioni, giusto? Ma un blocco per gli editori a non variare i contenuti per cinque anni. Ma se io (insegnante), dopo che il testo ha fatto il suo ciclo, volessi cambiare, adottando quello di un altro editore? C’è qualcosa che me lo proibisce? A parte il fatto che magari dovrei adottare un testo che è fermo da quattro anni e sta aspettando di compiere i cinque… (ma in questo caso non adotterei, giusto?).
Grazie per tutti gli spunti che trovo qui (anche perché, stupidamente, quando ho considerato che il blocco, a quanto pareva, era per gli editori, non mi sono preoccupata più di tanto, e mi sono accorta solo ora che, tra due o tre anni, sentirei anch’io gravemente le conseguenze).
p.s.: ma secondo me, se l’Italia ripristina l’impero, vedrete che almeno i libri di geografia permettono di cambiarli :-P
Ciao Prof.,
provo a risponderti in maniera succinta.
Il libro che hai in adozione lo devi tenere fino al compimento del suo ciclo. Gli editori si preoccuperanno di fartelo sostituire con un loro nuovo testo, visto che sarai obbligata a tenerlo per un sessennio (che parola da impero!), per loro è grasso che cola.
Il blocco delle adozioni in realtà maschera un più complesso piano di risistemazione dei contenuti secondo gli usi e i costumi di questa maggioranza (vedi la storia, la biologia ecc)
Quello che cambierà per te (e per tutti noi) e che gli allievi che entreranno a scuola quando l’adozione avrà compiuto il suo 6° anno (solo al termine di quell’anno potrai cambiare testo) si terranno il libro per altri 3 anni. Bello Vecchiotto ne convieni?
Poi ATTENZIONE! Il libro potrà essere adottato solo ed esclusivamente se gli editori ne garantiranno il contenuto per 6 anni (trovane uno che non lo faccia), se ci saranno contenuti scaricabili gratuitamente (vai con i reperti della soffitta) e se ci saranno aggiornamenti online.
Se l’editore non fa questo quel nuovo testo non lo potrai adottare. Poi se il prossimo anno ti cambiano di scuola, ti trovi quello che ha scelto l’anno prima un insegnante (magari a fine carriera) e te lo tieni per tanti anni. Magari fino alla tua pensione.
Un mondo difficile.
Ciao Filippo
PS Mio figlio Giacomo entrerà alla scuola media quando il libro in adozione avrà solo 1 anno dalla pubblicazione, mia nipote quando il libro avrà già 6 anni.
Chi dei due studierà meglio?
Ciao ragazzi,
buone nuove dal fronte.
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Open source per chi inserisce contenuti.
TUTTO GRATIS TUTTO GRATIS
Da domani vado a spazzare le strade, come dice il mio amico Dino.
A presto in giro per la città
filippo, vuoi essere meno ermetico?
che ti sei fatto a colazione? :D
Ciao Gattopazzo,
è da un po che non mi collego, ma era indispensabile prendere fiato prima di dire qualsiasi altra cosa.
Tra un po di giorni ti realziono su cosa è successo in questi mesi e su cosa succederà da quì all’inizio dell’anno scolastico.
Alcune chicche meritano sicuramente di essere raccontate.
Quello che ti posso dire e che generalemente la qualità dei testi nuovi cadrà verso il basso e in circolazione ci saranno testi vecchi rieditati.
a presto con le chicche
Ciao F.
:) aspetto curiosa :)
Ciao Gattopazzo,
al Sermig “arsenale della pace”, la prossima settimana, esattamente il 26 e il 27 marzo
http://www.fondazionescuola.it/
Molto interessante – c’è molto da capire
Alcuni pazzi (li ho già ascoltati diverse volte) sosterranno delle tesi veramente rivoluzionarie.
Peccato che non sanno di essere in Italia
Ciao Gattopazzo
Io ci sarò (il 27) e magari prenderò pure la parola, se vedi uno infervorato che manda a ……. con il microfono in mano quello sono io
questi gli inteventi
Coordinatore Scientifico
Norberto Bottani, già alto funzionario OCSE ed ex-Direttore dello SRED, Ginevra; membro del Consiglio Direttivo della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Torino
Relatori
George-Louis Baron
Professore ordinario, Sciences de l’éducation, Faculté de sciences humaines et sociales – Sorbonne, Université René Descartes, Parigi
Doug Brown
Consulente esperto internazionale, BECTA, Coventry, UK
Marcel Crahay
Professore ordinario presso le università di Ginevra e di Liegi
Tracy Gray
Amministratore delegato, American Institutes for Research (AIR), Washington D.C.; Direttore del National Center for Technology Innovation e del Center for Implementing Technology in Education, Washington D.C.
Marcia Linn
Professore, Development and cognition, Graduate School of Education, University of California , Berkeley
Timothy J. Magner
Vice Presidente, KC Distance Learning, Washington D.C.
Sugata Mitra
Professore ordinario di Educational Technology, School of Education, Communication and Language Sciences, Newcastle University, United Kingdom
Diane Rhoten
Direttore del Knowledge Institutions Program e del Digital Media and Learning Project, Social Science Research Council, New York
Intervengono
Ludovico Albert
Direttore, Direzione regionale Istruzione – Formazione professionale – Lavoro, Regione Piemonte
Piero Angela
Giornalista, scrittore, divulgatore scientifico
Valentina Aprea
Presidente, VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati
Luigi Berlinguer
Presidente, Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica e Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica
Piero Bianucci
Collaboratore de La Stampa; Docente di Linguaggio scientifico giornalistico, Università degli Studi di Torino; Presidente Planetario di Torino; membro del Consiglio Direttivo della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Torino
Pietro Boscolo
Professore ordinario di Psicologia dell’Educazione, Università degli Studi di Padova
Vittorio Campione
Presidente de Il Borgo della Conoscenza, esperto di sistemi educativi, Roma
Lorenzo Caselli
Presidente, Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Torino; Università degli Studi di Genova
Giuseppe Cosentino
Capo Dipartimento per l’Istruzione, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Francesco de Sanctis
Direttore Generale, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
Paolo Maria Ferri
Professore Associato, Teoria e Tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie Didattiche, Università degli Studi Milano Bicocca
Elsa Fornero
Vice Presidente, Compagnia di San Paolo, Torino; Università degli Studi di Torino
Giancarlo Lombardi
Presidente e Amministratore Delegato, Filatura di Grignasco; già Ministro della Pubblica Istruzione; membro del Consiglio Direttivo della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Torino
Marco Mezzalama
Vice Rettore Sistemi Informatici, Politecnico di Torino; Consigliere, Compagnia di San Paolo, Torino
Domenico Parisi
Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma
Francèsc Pedrò
Centre for Educational Research and Innovation, Directorate for Education, OCSE, Paris
Pier Cesare Rivoltella
Professore ordinario, Tecnologie dell’Istruzione e dell’Apprendimento, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Ciao Filippo
ciao filippo :)
allora… io non ci sarò (abito a qualche centinaio di chilometri di distanza…) ma ci sarà un mio amico che è già stato ad un convegno simile la settimana scorsa.
per la verità mi pare che ce ne siano stati due questo mese a torino, uno all’arsenale.
lui ha partecipato in entrambe le occasioni e mi ha raccontato che, non so in quale dei due, c’è stato un’intervento dell’aprea, ed è scattata una mezza rivoluzione, più di mille persone si sono scagliate contro di lei (prevedibile, tra l’altro), ma mi ha detto anche che comunque, nel complesso, non sono uscite cose molto interessanti.
però ti segnalo questo:
http://barcamp.org/SchoolBookcamp
sapendo chi sei e di cosa ti occupi, e soprattutto conoscendo la natura delle tue preoccupazioni, ti consiglio caldamente, molto caldamente, di esserci.
ah, io ci sarò :)
Ciao Gattopazzo,
molto interessante. Faccio un leggero giro di consultazione con i miei soci (molto più addentro alla normativa) e poi mi iscrivo.
Grazie e a presto
Filippo
Ciao A tutti ragazzi,
ecco cosa ha risposto il consiglio di stato!
Ecco qui. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del MIUR. L’ordinanza
del TAR è stata dunque annullata.
Per quanto riguarda le adozioni, dunque, tutto come prima. L’insegnante
subentrante a settembre dovrà tenersi per 6 anni il libro scelto dal collega
l’anno scolastico precedente.
——–
MIURAOODGOS prot. n. 5361 /R.U.U
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Dipartimento per
l’Istruzione Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per
l’Autonomia Scolastica
Destinatari
Roma, 20 maggio 2009
Oggetto: Circolare ministeriale n. 16 del 10 febbraio 2009. Adozione dei
libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010 Ordinanza Consiglio di Stato
19-05.2009 di accoglimento appello MIUR avverso Ordinanza del TAR Lazio.
Si fa seguito alla nota MIURAOODGOS prot. n. 5063/R.U.U del 14 maggio 2009 e
si informano le SS. LL. che il Consiglio di Stato, riunito in sede
giurisdizionale, ha emesso il 19 maggio 2009 un’ordinanza con la quale
accoglie l’appello presentato dal Ministero per l’annullamento
dell’ordinanza del TAR Lazio n. 2049/2009, respingendo l’istanza cautelare
proposta in primo grado.
L’appello è stato accolto con la seguente motivazione:
“Allo stato, l’impostazione seguita dall’amministrazione nella circolare
impugnata, secondo la quale il trasferimento dell’insegnante non costituisce
specifica e motivata esigenza che consente, ai sensi dell’art 5 del D. L. 1°
settembre 2008, n. 137, il cambio di libri di testo prima del decorso del
quinquennio, appare conforme al dettato normativo, che sottolinea
l’eccezionalità dei casi nei quali è consentito il suddetto cambio, e non
appare irrazionale, in quanto le valutazioni del docente subentrante non
costituiscono evento obiettivo, tale da imporsi come eccezione alla volontà
del legislatore”.
Ciò premesso si comunica che la circolare ministeriale 10 febbraio 2009, n.
16 resta pienamente in vigore.
Il DIRETTORE GENERALE
f.to Mario G. Dutto
Divertiamoci e progettiamo