Molte case editrici europee (sì, anche italiane) hanno scoperto che conviene stampare in Cina, e stampano soprattutto libri per bambini e per ragazzi.
La rappresentante di una grande tipografia cinese spiega che sono in grado di consegnare grandi quantitativi di libri in nemmeno un mese, e a prezzi estremamente competitivi. Ma alcuni casi resi noti di recente (complici le olimpiadi) denunciano che tutto quello che viene stampato in Cina è soggetto a censura, anche i libri occidentali destinati all’occidente, anche i libri delle case editrici italiane, scritti in italiano, destinati ai ragazzi italiani.
E così si scopre che può venire richiesto, per passare tra le maglie della censura, di emendare gli orrori della Rivoluzione culturale – confessato da una casa editrice francese – oppure di tagliare i passaggi sui milioni di morti provocati dalla scarsa tolleranza del partito comunista verso gli oppositori politici, come è capitato a un editore australiano che ha rifiutato e ha reso pubblica la vicenda.
Ma è difficile saltino fuori queste storie. Perché un editore disposto a chiudere un occhio e accettare la censura (una frasetta qua e là su un testo di storia, che vuoi che sia) in virtù di un forte risparmio (e quindi maggior guadagno) non lo confesserà neanche sotto tortura (cinese).
Libri censurati?
Agosto 24, 2008 di gattopazzo











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