La Regione Liguria ha anticipato la Finanziaria approvando il Piano regionale per il Diritto allo studio per gli anni 2008-2010 introducendo i libri digitali (ebook).
Pare che per le scuole dell’obbligo la Regione stessa metta a disposizione una piattaforma dove si potranno scaricare gratuitamente i testi scolastici redatti a cura dell’Ente stesso.
Una delle fonti da me consultate spiega anche che la Regione liguria ha una società informatica che gestisce in regime di monopolio il lavoro dell’ente pubblico.
Ma questa è un’altra (disdicevole) storia.
Quello che a me preoccupa, invece, è che i testi siano redatti dall’Istituzione e che quindi siano di fatto imposti insieme all’univocità dei loro contenuti. Il fatto che questa regione abbia una tradizione politica di sinistra non mi consola per nulla, tantomeno ora che di sinistra non è. Ma anche fosse.
È il concetto dei “testi scolastici di Stato” che è nefando.
La pluralità delle idee può essere garantita solo dalla libera scelta del docente (fino a quando il docente stesso non potrà essere a sua volta liberamente scelto – ma anche questa è un’altra, disdicevole, storia).
Quindi vanno tanto bene gli ebook scolastici, vanno ancora meglio se gratuiti, ma perché realizzarli in proprio e non togliersi la rogna stringendo accordi con gli editori? Due le possibili risposte: appalto alla società monopolista e/o gestione politica dei contenuti. Un’idea del Consigliere Regionale Roberta Gasco. Spero mi legga, la scellerata.
▶Leggi anche:
Libri di Storia in pericolo
Ho comprato il libro, datemi il resto
Liberi di fotocopiare i testi
Il tormentone del caro libri











Altro problema: chi offre libri scolastici solo on-line non chiarisce mai se è possibile vederli prima. Come se si dovesse decidere per un libro scaricabile senza vederne prima tutto il contenuto. Mi rendo conto che avere in visione l’intero contenuto di un libro on-line significa in pratica già averlo, ma non mi capacito di come si possa adottare un libro senza prima leggerselo e guardarselo tutto.
Sulle case editrici che, invece, offrono i loro libri cartacei anche on-line, ci sono stati articoli qualche mese fa sui quotidiani ma niente di chiaro.
Sul libro di stato, non ho parole.
[...] rossa) testi di scolastici di regime. Archiviato in: Midi — Luglio 14, 2008 @ 4:59 pm giovannigiordano: Quindi vanno tanto bene gli ebook scolastici, vanno ancora meglio se gratuiti, ma perché [...]
Se ti riferisci a BBN (non ce se sono mica molte…) trovi sulla destra un bottone rosso per la richiesta dei saggi.
Si scarica un modulo, si spedisce e si riceve un pass per scaricare il saggio completo.
Oppure scrivi direttamente sul blog… ti conoscono: ti hanno citata in questi giorni…
;)
sul loro blog intendevo: http://blog.bibienne.com
correggi il titolo ;)
Grazie! Vado subito a vedere, così a settembre passo la voce (pens te, sono in vacanza e penso indefessamente alla scuola)
inde-fessa-mente mi piace molto :)
[...] Nella liguria (EX rossa) testi scolastici di regime Finanziaria 2009 e libri scolastici Insegnanti hacker nell’anima La complessità dello studio Il tormentone del caro libri [...]
si chiamano “società in-house” e per fortuna il rosso Bersani ha limitato il loro raggio di azione ai soli proprietari. Quindi lavorano solo per il padrone, ovvio che siano monopolistiche; semplicemente, non possono fare altro :)
@ antgri
grazie!!!
:)
Io in quella ditta monopolistica ci lavoro… Sapessi quanti pacchi tirerebbero alla mia amata regione se non ci fosse il nostro controllo… E nonostante tutto riescono a rifilarci pacchi lo stesso… Tutte oneste le aziende private che offrono prodotti… Gia’ gia’… Ciao
Leggo, in ritardo, questa pagina. Al pericolo paventato del testo scolastico di regime si può ovviare facilmente: sulla piattaforma informatica possono trovare posto anche una pluralità di testi. I siti open content dimostrano che questo può avvenire a costi irrisori. Un esempio per tutti: i testi degli autori di letteratura italiana (maggiori e minori) almeno fino ai primi decenni del novecento. li troviamo sul web in una pluralità di edizioni, Per testi didattici resta, ovviamente il nodo del copyright, ma la regione potrebbe risolverlo concordando con autori ed editori un giusto compenso.
Assolutamente d’accordo. È quello che propone la Garamond, ed editori disponibili che già pubblicano online (BBN) ci sono.
Ma qui si parla – proprio per evitare il problema del copyright – di testi prodotti dalla regione stessa. E la pluralità dei contenuti va a farsi benedire.
Probabilmente il tiro va corretto da una parte e dall’altra o addirittura le batterie potrebbero fare fuoco insieme contro i Tartari.
Io provengo da un mondo ancora più estremista come è quello dell’open content, ma se in qualche sede neutra si riuscissero a fare prove di dialogo, può darsi che la soluzione può essere trovata dietro l’angolo. Sulla piattaforma potrebbero esserci libri di diversa provenienza, sia in copyright sia in copyleft. Ovviamente i diritti vanno salvaguardati, ma con un po’ di buona volontà la soluzione può essere trovata.
Una soluzione la propone la Garamond, un marketplace di contenuti didattici digitali. È una buona soluzione, ma fa acqua il progetto economico – utopistico: ne parlano qui, pregi e difetti con il link diretto alla proposta.
Se sei pro open content fai un bel giro nel blog che ti ho linkato: c’è un post sui DRM che potrebbe interessarti.
Inotre è interessante questa discussione qui.
dimenticavo… ehm… interessante (condivido) il concetto dei Tartari :D