Neologismi Vs Strafalcioni
Novembre 24, 2007 di gattopazzo
Non insegno italiano, e sicuramente qualche volta sbaglio, ma tiro lo stesso la pietra pur sapendo che, in virtù di qualche strafalcione passato o futuro, mi ricadrà sulla testa.
Non è la prima pietra però, altri hanno già affrontato l’argomento e spesso ne è nata una polemica: c’è chi denuncia lo strapazzamento della lingua e chi sostiene che la lingua non è immutabile, chi predica tolleranza per la scrittura online difendendo il refuso da velocità e chi fa notare che anche sui quotidiani si trovano errori gravissimi.
Faraona, tempo fa, segnalava un’iniziativa in difesa della nostra lingua.
Quello che però mi imbarazza - mi procura davvero un senso terribile di imbarazzo - è trovare un numero e una varietà incredibile di errori nei post (blog e forum) scritti da insegnanti.
Anche gli insegnanti di materie scientifiche, o comunque non umanistiche, hanno alle spalle un percorso scolastico che dovrebbe aver fissato nella loro memoria alcune semplici regole. E poi si continua a imparare, o no?
Inoltre ho notato alcune colleghe di matematica che non sbagliano un accento, e altre di italiano che non hanno ancora capito che prima della punteggiatura NON ci va lo spazio.
Come insegnanti è facile intuire che un errore si distingue facilmente da un refuso, specialmente quando questo è ripetuto più volte:
Kual è = vandalismo
Qual’è = errore
Qual’é = doppio errore
Qusl è = refuso
Gli errori più comuni?
Gli accenti sulle è, perché, poiché.
Un Un’…
D’accordo senza apostrofo, po’ con l’accento, sta con l’accento. La “s” del plurale ai termini inglesi inseriti in frasi in italiano. La punteggiatura con spazio prima e non dopo, e un numero variabile e casuale di puntini di sospensione invece dei tre regolamentari.
Altra questione è quella dei neologismi.
Usare la teoria evoluzionistica della lingua come alibi è ancora più ridicolo che nascondersi dietro al refuso.
La lingua si evolve, certo, ma non è violentandola con abbreviazioni e xké che possiamo contribuire alla naturale evoluzione.
Lo Zingarelli del 2008, intanto, fa già più del necessario: sbroccare, ciulare e slinguazzata hanno fatto la loro comparsa tra le nuove voci del dizionario.
Ma perché, si chiederà qualcuno, mi è venuta voglia di scrivere questo post, che sicuramente mi frutterà qualche antipatia?
Non è mia intenzione, giuro, munirmi di matita rossoblu e deturpare blog e forum giocando alla maestrina. Il mio intento è quello di riflettere, e farvi riflettere, sul fatto che anche se lo stipendio è umiliante, anche se il fronte insegnanti-genitori è spaccato da un pezzo e il ruolo sociale schiacciato sotto i tacchi prepotenti di governi multicolore, anche se le probabilità di finire accidentalmente su you tube crescono ogni giorno e il burn-out è dietro alla porta, anche se tutto questo rende deprimentemente impotenti, c’è qualcosa che si può difendere con le unghie e con i denti: l’amor proprio.
Incominciando dalle piccole cose, magari dagli accenti.










Brava! Anche se la notizia che pure gli insegnanti inciampano nelle basi della lingua mi rende veramente triste…
Opsssssssssss! Ma benvenuta!
Mentre scrivevo la frase “in virtù di qualche strafalcione passato o futuro mi ricadrà sulla testa” ho pensato: se mi legge la catriona, sicuro me lo trova
Complimenti per il tuo blog, luogo di piacevoli momenti.
“Qual’è” per me è il peggiore! Non lo sopporto… quanto a “perché e consimilari” confesso di avere incominciato a scriverlo bene dalla tesi di laurea in poi, e nel blog da pochissimo, forse perché nella scrittura a mano non ci si fa caso, ma mea culpa adesso mi sono perfezionata… ti ringrazio per le precisazioni, l’unica cosa che ho da appuntare è la generalizzazione sui prof di matematica che farebbero meno errori di quelli di italiano… ti potrei contraddire raccontandoti qualche simpatico episodio, ma non è questo il punto: l’italiano è patrimonio di tutti e tutti dovrebbero rispettarlo, a prescindere dalla materia insegnata…
ciao tiziana!
no no, non mi sono spiegata
non potrei mai sostenere che i prof di mate fanno meno errori di quelli di italiano (o più genericamente materie scientifiche/umanistiche): per farlo bisognerebbe avvallare l’ipotesi con una ricerca molto ampia, cosa che io certo non posso fare - e neppure mi interessa.
intendevo solo dire che mi è capitato di vedere errori nei post di alcuni laureati in lettere e di non vederne in alcuni di mate, giusto per non dar per scontato che il tipo di formazione (a parità di anni di studio) possa far la differenza.
anche perché penso che, per queste cose, sia la formazione medie/superiori ad essere importante (anche se la primaria dovrebbe fare la sua parte ;))
già che ci sono, una piccola precisazione.
qualcuno ha sicuramente notato che a volte, nei commenti, non uso le maiuscole dopo il.
questo è un piccolo vezzo che abbiamo noi “vecchi” della rete, che scriviamo online dall’epoca delle prime bbs.
nei post evito, ma nei commenti… mi sfugge
spiega, spiega ’sta cosa della miunscola da “vecchia della rete” che non la so e mi interessa… Tiziana
Mi trovi assolutamente d’accordo… anche io faccio diversi errori, tuttavia sono ancora uno studente e cerco di imparare quotidianamente da tutti gli sbagli che faccio.
Ciao, Gattina…con la maiuscola perché il nome è personalizzato e con tre puntini regolamentari di sospensione;).
Mi auguro di non rientrare in quel numero di prof. di materie scientifiche che lasciano a desiderare…sarebbe il colmo visto che pubblico un mucchio di roba in rete e non;).
Non posso che darti ragione, comunque. Gli errori di base sono dei veri orrori. Ho un’anima “umanistica” sotto la scorza, avendo frequentato il liceo classico per poi laurearmi in fisica, e la cura della lingua rimane una priorità per quanto mi riguarda.
Baci!
P.S.: passa dai blog didattici quando hai tempo…
@ annarita
eh eh eh!
che ci fosse un classico alle spalle era chiaro come il sole!
(tempo tiranno… son sempre di corsa in questo periodo)
@ tiziana
credo sia un’usanza derivata dal fatto che i primi che si avventurarono per la rete fossero programmatori
ma non ne sono sicura…
“(…
c’è qualcosa che si può difendere con le unghie e con i denti: l’amor proprio.
Incominciando dalle piccole cose, magari dagli accenti.”
Ben detto.
[...] Gennaio 8, 2008 di gattopazzo Mi collego al post di novembre Neologismi Vs Strafalcioni. [...]
[...] Gennaio 9, 2008 di gattopazzo Mi collego al post di novembre Neologismi Vs Strafalcioni. [...]
Vorrei consigliare la lettura del romanzo di O.D. MAESTRONI “Solstizio d’inverno” pubblicato presso IL FILO (www.ilfiloonline.it), 2008.
Quando il burnout diventa tragedia familiare!