Scuola: comitato di matematici alle prese con un grosso problema.
Novembre 7, 2007 di gattopazzo
E lavoreranno per tre anni. Gratis.
Perfidamente potrei dire che, per essere dei matematici, questi non si sanno fare bene i conti.
Lavoro gratis anche io, qualche volta (bello sarebbe poterselo permettere più spesso!), ma una sfida come quella non ha prezzo. Forse è meglio sapere di non essere pagati, così da poter mettere in conto un nulla di fatto senza perdere troppo la faccia.
Questi 29 esperti si sono assunti il compito di risolvere quella che Fioroni ha definito “emergenza matematica”.
È talmente un’emergenza che i coatti hanno ben tre anni di tempo, non per risolverla, ma per dirci che cosa dovremmo fare per riuscirci.
Nel frattempo questa notiziola da nulla finirà nel dimenticatoio e starà al ministro in carica alla fine del 2010 decidere se può essere buona operazione mediatica una riesumazione là per là.
Io, francamente, fossi un’insegnante di mate, sarei decisamente preoccupata.
Prima di tutto perché mi pare che questa operazione parta da una lettura dei dati a dir poco ottusa:
- a) ci si stupisce che i debiti più numerosi siano di matematica, mentre a me pare ovvio. E non tanto per una presunta difficoltà della materia, ma per i più logici criteri di valutazione che questa permette, nonché per la necessità di “fissare” il debito. Mi spiego: come studente posso pensare di sostenere un’interrogazione su un capitolo di storia senza aver letto i tre capitoli precedenti, ma per la matematica “perderne un pezzo” mi rende pressoché impossibile proseguire. Ovvio che l’insegnante di mate sia più motivato di quelli altre materie a mettere dei paletti.
- b) “a sorpresa” i meno bravi sono nei licei scientifici, dicono. Ma a nessuno viene in mente che la matematica di uno scientifico è altra roba rispetto a quella di un professionale? E anche restando tra licei, nessuno pensa che un’insegnante di matematica che ha la sventura di insegnare all’artistico (materia detestata da 3/4 della classe) possa decidere di pretendere un po’ di meno dai ragazzi rispetto al collega dello scientifico?
In secondo luogo sarei preoccupata perché questa operazione è finalizzata a prevenire (ma iniziando minimo tra tre anni - e neanche sappiamo come) quando la cura - immediata - costituirebbe la migliore forma prevenzione.
Mi piacerebbe leggere le pagelle di Fioroni: scommetto che la matematica non era il suo forte.
Tra le mie lettrici ci sono profie di mate: ditemi, sto dando i numeri?










La questione è molto complessa. Sono d’accordo sul fatto che i tempi e i modi sono infelici. Neanche a mio avviso è quello il modo di intervenire.
D’accordo anche sulle riflessioni al punto a).
Per il punto b), invece, ci infiliamo in un discorso di metodo….troppo lungo, bella mia, perchè sono di corsa;).
Il punto non sta tanto in quello che si fa allo scientifico oppure al professionale, ma a come lo si fa rispetto a quello che si vuol perseguire. E’ sempre un discorso di metodo, di relazione…..e di obiettivi!
Bacioni
ok, mi rendo conto che è un discorso lungo

io ho consapevolmente semplificato anche perché, non essendo la mia materia, l’idea era quella provocare le vostre reazioni
chissà quali analisi faranno mai i 29 saggi con tre anni di tempo…
e chissà se ne sapremo mai qualcosa
ma tu, annarita, perché non mediti un bell’intervento sul tuo blog di mate? —>link di incoraggiamento (hi hi hi!)