Scuole Pirata.
Ottobre 13, 2007 di gattopazzo
Ieri ha telefonato un amico di mio marito e ha chiesto di me, in virtù della mia lunga esperienza in un liceo artistico.
LUI: «Sti ca##o di prof son tutti pirati»
IO: «ha ha! hai scoperto il mio blog?»
LUI: «?»
Pensavo fosse capitato più o meno per caso sul post dedicato agli insegnanti con l’anima hacker, gli spiego, ascolta interessato, ma il mio post non c’entra nulla - o quasi.
È avvelenato per un altro, interessante, motivo: il figlio frequenta la terza classe del liceo artistico e l’insegnante di architettura li fa lavorare su autocad.
IO: bene!
LUI: bene un par de palle! deve fare un sacco di compiti a casa e l’incosciente è arrivato tutto trullo con in mano un bel ciddì preso a scuola. E ha installato, senza neanche chiedere il permesso, una copia pirata di autocad. C’era anche photoshop… “figata eh!” mi fa, contento del suo bottino.
Insomma, l’amico ha l’ufficio in casa: son due appartamentini, sullo stesso pianerottolo, uniti insieme. Ha quindi due pc, uno di questi è usato dal figlio, ma essendo entrambi dell’ufficio tutti i programmi sono con licenza originale.
Per la maggioranza dei ragazzi portare a casa e installare un programma pirata su pc non costituisce problema, pur costituendo un reato penale.
Molti genitori neanche sanno cos’è un software e, in ogni caso, chi vuoi che vada a controllare. Ma se in casa c’è anche l’ufficio hai qualche problema in più: arriva la finanza e ti fa nero.
Mi spiega l’amico che anche se l’ufficio non fosse in casa il problema esisterebbe lo stesso: chiunque lavori in proprio, come libero professionista, ha l’abitazione soggetta a controllo insieme all’ufficio.
E in ogni caso è un reato, la scuola, l’insegnante, non ti può obbligare a compiere un reato.
Il concetto quindi è: o mandi papà in galera o ti boccio.
Si, il papà può comprare il programma, direttamente nello store di autodesk a 3.995 dollari.
Aggiungendo 1000 euro si porta a casa anche photoshop, magari per natale.










Ecco il famoso limite: ok per essere hacker, ma agli studenti bisogna prima far capire cosa stanno facendo. Questa è una postilla che molti ancora dimenticano di spiegare (anche perchè agli studenti, e anche alla nostra società, non interessa. Loro vogliono subito i risultati) !
Infatti.

Sono d’accordo.
Il grave è che la maggior parte degli insegnanti non sa neppure (o non ha voglia di sapere-cercare-sperimentare) che esistono programmi open.
Per esempio photoshop può essere più che adeguatamente sostituito da Gimp. Per quanto riguarda autocad non sono molto informata sulla loro validità, ma so che esistono freecad e la versione lt di progecad (sicuramente ne esistono altri…
Se gli insegnanti avessero un’autentica anima hack non scivolerebbero in queste trappole, e non si sentirebbero più furbi craccando e distribuendo programmi proprietari.
E, ancora, penso che sarebbe opportuno prevedere che siano disposte licenze educational per gli studenti davvero a basso costo (autocad la prevede per le scuole e per gli studenti del politecnico, archicad la prevede anche per le superiori ma 70 euro, che comunque sommati al resto del corredo scolastico son mica ‘na fetta di focaccia) e, magari, avviare degli accordi fra ministero e produttori di software.
Anche se, un’adeguata formazione dei docenti, dovrebbe essere suffi a far preferire i programmi open (ma basta pensare all’ecdl per togliersi ogni illusione).