Da un’indagine commissionata dalla Mondadori e presentata oggi a Roma dal direttore della divisione libri, si scopre che il 62% degli italiani sopra ai 15 anni non legge neppure un libro all’anno.
Rispetto all’analisi del 2003 abbiamo perso 8 lettori su 100.
L’indagine è elaborata, distingue tra lettori deboli (1/2 libri all’anno), medi e forti (da 8 a oltre 20 libri all’anno), distingue tra ceti sociali e culturali, tra nord, centro e sud.
In ogni caso, i lettori sono sufficienti a non mettere in crisi il mercato dell’editoria, anzi, sono aumentati gli acquirenti istruiti e con un buon reddito.
Sono quindi 29 milioni (su 48) gli italiani adulti che non leggono mai.
I motivi sono diversi e, in qualche modo, uguali: il 33% dei non-lettori sostiene che leggere sottrae tempo ad attività importanti, il 16% dice che lo sottrae ad attività divertenti, il 12% non distingue tra attività importanti e divertenti, leggere è semplicemente una perdita di tempo.
Stranamente gli articoli che ho letto sull’argomento non tentano di spiegare in qualche modo il fenomeno (tranne uno, ma ne parliamo dopo).
Io un’idea l’avrei, non sul fatto che i lettori siano oggettivamente pochi, ma sul fatto che siano diminuiti dell’8% in questi ultimi 4 anni.
Vedo donne che lamentano mariti appesi al pc fino ad ora tarda, coppie che litigano per i turni di connessione, casalinghe chattanti e madri che scrollano la testa davanti a figli più che adolescenti che non escono di casa, preferendo lara croft alla compagna di corso.
Insomma, pur rimanendo una sostenitrice della tecnologia informatica, temo che fra le cose più importanti/divertenti da fare ora ci sia (in aggiunta a tv e…) anche il computer, con giochi, chat e (sic) blog.
Penso quindi che la diminuzione dei lettori sia dovuta alla crescente diffusione del computer nelle famiglie.
Con questo non voglio demonizzare il pc: come al solito lo strumento è innocente.
Un po’ meno innocente, secondo me, è il giornalista Giordano Bruno Guerri che sul Giornale approfitta di un’altra motivazione che hanno dato i non-lettori per prendere a stracci la scuola.
Infatti il 20 % di non lettori ha dichiarato di non leggere perché “mi ricorda la scuola”.
Che un 29% consideri la lettura un’attività noiosa o faticosa non interessa, che un altro 21% si scusi con problemi di vista è solo spunto per una battuta e il restante 61% che non ha tempo da perdere non merita la minima attenzione.
Ma quel 20% di delusi scolastici sì, quantomeno perché gli offre una buona occasione per tirare un’altra palata.
Leggere = tempo sprecato
Ottobre 6, 2007 di gattopazzo











Concordo sul fatto che il mondo informatico catturi l’attenzione sottraendo tempo ad altre attività fra le quali il leggere. Devo però trovarmi d’accordo con chi non legge per via di traumi scolastici. Qui nel meridione basti sapere che per avere una libreria bisogna spostarsi nella città perchè nei paesini simili attività commerciali non hanno futuro in quanto nessuno ne usufruisce. Essendo a pieno merito nella categoria dei lettori forti (35 libri in media all’anno) cerco in qualche modo di incentivare amici e coetanei a leggersi un bel libro anche per avere argomenti di discussione che esulino dalla banalità del quotidiano, ma tutti ribadiscono con fervore che leggere li annoia, li fa dormire e soprattutto che hanno letto già troppo a scuola.
Mortificante!!!
Appena lette le prime righe mi sono data la tua stessa spiegazione “pc-responsabile”.
:-)]
E aggiungo pure, ahimé!!! Confesso: a me è successo. leggo meno, non tanto da quando uso il pc, ma…da quando ho il blog e da quando leggo blogs! Troppi e ho deciso di ridurre, ma poi ne scopro uno più interessante [questo per esempio...uuuh mi prende tempoooo! :-)] e……
Acci acci acci…! [sarà che ho pure la connessione lenta...
Quanto al Bruno Guerri: e daglieeee!
“porcamiseria”! la scuola: ma si… di tutto di più! crucifige, crucifige!
Però…..: quest’insegnanti d’italiano!
:-) 

ciao gattopazzo_e_mattacchione!
g.
@marghe
si, io non discuto, infatti, il dato statistico. Se il 20% dei non lettori dichiara di non amare la lettura per colpa della scuola… francamente non mi è difficile crederlo
faccio più fatica a credere - e mi pare più allarmante - che il 61% ritenga la lettura una perdita di tempo (per quanto sia io la prima a desiderare giornate di 28 ore).
se andiamo a leggere bene i dati (tu giovanna, fai la profia di mate e correggi se scrivo bufale) il 20% dei non lettori - 62 su 100 - significa che 12,4 ex allievi su cento non hanno imparato ad amare la lettura a scuola, anzi.
ipotizziamo ragionevolmente che cento allievi siano divisi in 5 classi: in una classe di venti allievi ci sono due allievi e mezzo che, adulti, snobberanno la lettura.
quindi, o la scuola (intesa come programmi e insegnanti) riescono a far passare la voglia di leggere a due/tre allievi per ogni classe di venti, oppure in ogni classe ci sono due/tre capre di default.
colleghi insegnanti, vi stupisce?
la mia esperienza dice che potevamo aspettarci di peggio.
con buona pace del guerrigliero guerri.
@giovanna


lassaperde! da qualche anno pure io leggo mooolto meno…
oppure no.
a ripensarci… no. leggo di più, invece.
leggo notizie, articoli, storie vere… leggo blog, consulto siti e news… leggo un casino.
leggo meno libri, vero, ma se la lettura è cultura, il paragone regge, se la lettura è svago, il paragone regge pure, se la lettura è compagnia, regge anche di più.
insomma, il fatto che molti abbiano ritenuto di ridurre il tempo dedicato alla lettura per dedicarlo alla rete -se parliamo solo di riduzione- non mi pare un gran male.
se lo hanno fatto per giocare a tetris o con gli emulatori di volo… bè, insomma, è sempre solo una questione di misura
In effetti bisognerebbe insegnare a leggere, cosa che nessuno, o troppo pochi, fanno. Oggi poi con l’espansione di internet il calo si è ulteriormente evidenziato. Non ti nascondo che personalmente sto leggendo molto di più adesso davanti al pc che prima. Solo d’estate mi sfogo un pò, visto che ho più tempo, a riscoprire il piacere di un buon libro.
@enrico
sì, sono d’accordo, bisognerebbe trasmettere il piacere della lettura.
anche se mi sono resa conto che molto dipende dal temperamento dei ragazzi: ho due figli molto diversi sotto questo aspetto!
ma penso davvero che se le persone che incolpano la scuola del loro disinteresse per la lettura si traducono in 2/3 allievi per classe di venti, il numero è più che ragionevole.
è normale che ogni 20 allievi ci siano quei due o tre non troppo favoriti da madre natura.
lo stesso accusar la scuola - da adulti - per una cosa del genere, denota una scarsa capacità di autonomia intellettuale e una non-cultura trogloditotelevisiva.
probabilmente se la scuola facesse meglio e di più (certo non a tutti capitano gli insegnanti migliori) la percentuale non cambierebbe: quei due o tre trichechi per classe rimarrebbero tali.
potrebbe modificarsi, invece, la percentuale dei lettori deboli/forti e, soprattutto, la scelta dei testi e la capacità di analisi e di critica. potremmo trovarci davanti ad un maggior numero di lettori cerebralmente attivi e, questo, non so quanto vantaggio porterebbe agli editori!
@gattopazzo: sono fuori sede e sto scrivendo con il pc connesso via cellulare. Non posso dilungarmi, anche perchè sono le 3 e 19 di mattina, ma come spesso mi capita concordo con le tue considerazioni:).
Ho segnalato questo articolo sul mio blog del web2.0
Te ne sei accorta?;)
Salutoni…e grazie di tutto:)