Il 19 settembre 2007 è stato approvato un nuovo emendamento al disegno di legge per il diritto d’autore - uso didattico.
Ne parliamo ma, prima, consentitemi un riepilogo dei fatti.
Chissà perché capita sempre a settembre.
Il 19 settembre 1881 entrò in vigore la prima vera legge italiana sul diritto d’autore (testo unico ricavato da alcune norme, le prime sulla materia, del 1865) e rimane in vigore fino al 1926 per essere poi modificata ulteriormente nel ‘41.
Il 19 settembre del 2000 entra in vigore la nuova, scellerata legge - nota come “legge antipirateria”- che introduce pene severissime per chi viola il diritto d’autore, allargando il concetto di lucro al concetto di profitto (lucro=rivendita del materiale, profitto= risparmio generato dal mancato acquisto) mettendo sullo stesso piano i pirati professionisti e il ragazzino che si duplica la videocassetta.
Inoltre questa legge ha PENALIZZATO il reato di violazione del diritto d’autore: si va in galera.
Trascrivo un pezzo di Giancarlo Livraghi (articolo completo qui):
Una legge perversa diventa ancora peggiore
La nuova legge italiana riafferma l’assurda punibilità penale della copiatura, con sanzioni paragonabili a quelle per omicidio; e moltiplica le già eccessive e farraginose storture burocratiche, compresi i privilegi di quel perverso carrozzone che è la Siae. Col solito risultato all’italiana di renderci tutti criminali, così che non ci sia alcuna differenza fra un cittadino che esercita il suo diritto di copiare e un assassino volontario o chi fa una strage guidando male un’automobile (guarda caso, chi copia una musica o un software viene chiamato “pirata”, come chi abbandona in mezzo alla strada la vittima di un incidente).
[...]Occorre una nuova cultura,
una nuova definizione dei diritti e dei doveriPresto o tardi dovrà diffondersi una nuova cultura. I modi e i metodi possono aver bisogno di qualche approfondimento, ma il diritto d’autore (e il giusto compenso per l’opera dell’in
gegno) possono convivere con la libertà di comunicazione.
[...]L’isterica aggressività di chi difende privilegi insostenibili
Solo un potere moribondo (e timoroso di ogni innovazione) può condurre così istericamente una battaglia di retroguardia. Alla fine del gioco il diritto di copiare dovrà, per forza, affermarsi.
Torniano ad oggi, cioè, a qualche giorno fa: 19 settembre 2007.
L’emendamento approvato dalla commissione cultura è quanto di più anticulturale potessero inventarsi. Un compromesso senza senso alcuno se non quello di compiacere, al solito, le varie major e lobby editoriali.
L’attuale legge sul diritto d’autore prevede, infatti, già oggi che “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali“.
Questo vuol dire che non ci sono limitazioni né a vincolo tecnologico se l’opera viene utilizzata per finalità educative, di critica o di discussione.
Intanto il buon Galarico s’è già beccato dai vampiri della SIAE una multa da collasso (più di 4000 euro) per aver pubblicato nel suo sito didattico opere d’arte, e ora vogliono limitare la pubblicazione in questo barbaro modo:
Art. 1-bis.
(Usi liberi didattici ed enciclopedici).
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet a titolo gratuito di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati, per uso didattico o enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il Ministro della pubblica istruzione e dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o enciclopedico di cui al precedente periodo».
1.01.Folena, Guadagno detto Vladimir Luxuria, Sasso, Bono, Garagnani, Goisis, Ghizzoni, Barbieri (nuova formulazione).
Soluzione che, come scrive Altroconsumo, è un vero e proprio furto culturale a danno degli utenti della Rete, un freno all’utilizzo delle nuove tecnologie come strumento di condivisione del patrimonio culturale.
Intanto potete vedere qui i rischi che ogni insegnante rischia di correre (e magari firmate la petizione).
p.s. è molto in voga, nella primaria, fotocopiare pagine di testi non adottati e distribuirle come schede ai bambini (quotidianamente direi…): lo sapete che con una pendenza penale addosso non si può più insegnare?
▶Leggi anche:
Insegnanti hacker nell’anima
Mi apri una mail su libero?
Liberi di fotocopiare i testi
Il tormentone del caro libri











Una abnorme mostruosità : permettimi di citarti nel mio blog (o rischio qualche cosa?)
@turifungia, benvenuto
certo che puoi citarmi,

queste notizie vanno diffuse!
[...] FOLLIA PURA? UCCIDERE E MENO GRAVE DI COPIARE? Scritto da: Romano in Negativi Sei anni e sei mesi di reclusione: quattro giovani vite tra i 16 e 18 anni cancellate nel giro di pochi secondi, la disperazione e il buio per madri e padri che hanno visto sparire la cosa più importante della loro stessa vita: un figlio. Una macabra media di 1 anno e 15 giorni di condanna per ogni vita… e neppure la prigione ma gli arresti domiciliari..Anche se copi un cd, un film o materiale didattico rischi la galera e ti chiamano anche in questo caso pirata e un insegnante rischia di essere denunciato solo per il fatto di avere fotocopiato delle dispense da dare ai propri scolari; ecco un post interessante sulla nascita e l’evoluzione della legge sul diritto d’autore e sui rischi delle nuove norme da poco legiferate: Settembre nero del diritto d’autore [...]