Insegnanti hacker nell’anima
Settembre 28, 2007 di gattopazzo
No, ma mi piacerebbe.
Sarebbe bello e, ci credo davvero, pure giusto.
L’insegnante, il maestro, dovrebbe prima di tutto essere curioso, ricercare, scoprire e quindi sapere. E sapere di non sapere, anche. E quindi non fermarsi mai, imparare e rimettersi in gioco sempre.
L’insegnante, il maestro, dovrebbe anche avere a cuore l’avvenire dei suoi pupilli.
E quindi insegnare a essere curiosi, a ricercare, a scoprire… e a non fermarsi mai.
Insegnare ad apprezzare il “divenire”, la mobilità delle cose (non il precariato), a rimettersi in gioco sempre.
Tutto questo, ovviamente, non può essere materia di studio, ma dovrebbe essere strumento per lo studio di tutte. Non sono d’accordo con zeus (olimpo informatico) sul fatto che l’hacker sia una figura negativa. Sono d’accordo sul fatto che si sia creata un’immagine fortemente romantica del pirata informatico e che questa abbia delle connotazioni potenzialmente pericolose, ma l’essenza dell’hacking è il motore della ricerca. E un insegnante con l’anima hacker è il migliore degli insegnanti possibili.
Chi bazzica nei forum e nelle liste degli informatici sa che il paternalismo non esiste, ma che tutti possono trovare quello di cui hanno bisogno, compreso un bel “RTFM” (Read The Fucking Manual) o un “STFW” (Search The Fucking Web) se è il caso. Si imbeccano tutti e non si imbocca nessuno. Ma basta imparare a cercare, dimostrare di averci provato, per essere accompagnati - si, ok, a volte spintonati - alla soluzione.
Come si può pensare di insegnare a questi ragazzi come diventare adulti (come poter/saper vivere un domani) se non abbiamo la capacità di evolverci abbastanza da vivere oggi?
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Internet, insegnanti troppo occupati










questo post è dedicato a Robi, che nel commento al post precedente mi ha involontariamente spinto a mettere in bella copia e a trascrivere questa riflessione.
ed è dedicato, inoltre, a tutti i colleghi che di fatto non ne hanno bisogno: annarita, il maestro alberto, la prof, faraona, la profe, la palmieri, vitadaprof, la sciura pina, più quelli che sto dimenticando e che tutti i giorni mi scordo di aggiungere nel blogroll
[...] piacerà alla collega. Istruzioni per l’uso: 1) leggete gli ultimi post di gattopazzo (in particolare questo) 2) scaricatevi (e leggetevi) l’articolo che vi propino, stampatelo, fotocopiatelo e [...]
Condivido il tuo punto di vista, soprattutto sul fatto di essere “hacker dentro”. Non sono così convinto (oddio : - quasi “non” convinto…
che il compito dei prof o dei maestri sia quello di farli diventare adulti o di insegnare loro come vivere…almeno non direttamente…
@maxilprof

oddio! no, certo, non direttamente
credo che neanche i genitori possano farlo.
si tratta di dar loro degli strumenti, insegnanti e genitori, ciascuno secondo il proprio ruolo, senza abdicare
questo intendevo!
è un piacere leggerti qui, benvenuto!
Grazie della dedica Gattopazzo, ma non ti preoccupare, non ho ancora il dono di leggere nella mente degli altri e nemmeno nei loro post ! Tuttavia ti posso assicurare che la teoria che hai espresso è condivisa da molti nella blogosfera. Ti faccio solo un appunto: “insegnare”" il web non sarebbe lo stesso che “utilizzare” il web, per questo credo che ancora molti insegnanti vedano con distacco questo mondo, per paura che volando sulle ali dell’entusiasmo della scoperta non si sia in grado di proteggere gli studenti dai pericoli dell’esplorazione. Non pretenderei quindi di fare di ogni insegnante un hacker, potrebbe bastare un insegnante di informatica di base, alle cui lezioni potrebbe esser permesso di partecipare anche agli altri insegnanti…così non si imparerebbe soltanto e non si insegnerebbe soltanto…
@Robi


la questione si fa sempre più interessante
si, sono d’accordo che ci sia una grande differenza tra insegnare il web e utilizzarlo
e non trasformerei gli insegnanti in hacker da un punto di vista strettamente informatico, basterebbe davvero lo fossero nell’anima, ciascuno nella sua materia, riferendomi soprattutto alla curiosità e allo spirito che anima la ricerca.
io sono online dalle prime bbs, e sono cresciuta con la rete, forse sono troppo di parte
Sarebbe davvero bello se i prof fossero un po’ più curiosi, un po’ più sperimentatori e meno arroccati su certe posizioni.
E’ anche vero però che il governo li ha lasciati soli, nella maggior parte delle scuole che conosco, l’informatizzazione (sia in senso di organizzazione di reti scolastiche che in senso di apprendimento allievi) è affidata a pochi volontari… i soldi non ci sono e chi si arrabatta a metter su qualcosa lo fa per sua iniziativa (vedo nella scuola di mio figlio) e lotta sia con la mancanza di soldi (tradotto in pc e software) sia con l’ignoranza (poca diffusione dell’open source) sia con i colleghi che remano al contrario.
per il governo: informatica a scuola = armiamoci e partite…
Ciao! Vedo con un tuffo al cuore che sono citata tra i prof “in gamba”, ti ringrazio tantissimo, se non ti dipiace ti linko così non ti perdo di vista in questo mare magnum del web…
Grazie della dedica… ho un’amica che mi indica sempre le cose che potrebbero farmi piacere: in realtà, mi impaurisce molto perchè a malapena so cosa vuol dire quella parola
Se ha a che fare con la curiosità però mi piace…
@paroleusate
si, spesso le scuole fanno giochi di alta acrobazia per mettere insieme quattro pezzi hardware datati… però è anche vero che ci sono strade (finanziamenti statali e comunitari) che permettono di presentare progetti e tirar fuori qualcosa.
non tutte le scuole hanno la capacità (le persone giuste) e riescono ad approfittare delle opportunità.
@tiziana
linka linka e… no, non perdiamoci di vista
pensavo di farmi un file database per tenervi tutti d’occhio!
@profemate
no, niente paura… la definizione che trovi su wikipedia (link nel mio post) è quella alla quale faccio riferimento.
tutte le altre connotazioni da giornalismo incompetente e allarmistico sono da ignorare con eleganza.
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[...] fosse capitato più o meno per caso sul post dedicato agli insegnanti con l’anima hacker, gli spiego, ascolta interessato, ma il mio post non c’entra nulla - o quasi. È avvelenato [...]
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