La rete mi affascina per molti motivi e uno di questi è l’apparente semplice rappresentazione della complessità del sapere.
È come se rendesse bidimensionale lo spessore del mondo consentendomi di approdare alle cose senza neppure allungare il braccio: ogni connessione, anche la più profonda, balza in primo piano per essere colta o scartata ricordandomi così che ho poco tempo. Così tante cose, così poco tempo, campassi cent’anni.
Pensare di porre dei limiti è assurdo e illusorio, ma utilizzare il concetto di limite per “delimitare”, nel senso di “distinguere”, è necessario. Altrimenti si scivola nella confusione, nel caos dell’informazione.
Insegnare, quindi, è anche spiegare come utilizzare le fonti di ricerca, spiegare come sceglierle, come orientarsi nella babele di informazioni a portata di click.
Ho trovato questo post sul blog di una casa editrice (peccato che il blog sia un po’ trascurato).
Interessante, il post, e interessante il concetto dei testi digitali in licenza d’uso di questo nuovo editore.
Mi studio la cosa e scriverò una recensione.
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