Emancipate, noi.
Agosto 12, 2007 di gattopazzo
È di questi giorni la notizia del divieto, per le donne iraniane, di andare in bicicletta (pattini e monopattini pure).
Non che prima fossero libere di farlo ovunque, ma tant’è, ora ciccia.
Ohcccccomesiamostatebravenoi, occidentalmentelaiche, attivistefemministe, ovaiemilitanti, che addirittura nell’immediatodopoguerra - pur non avendo il diritto di voto* - potevamo andare su due ruote dove volevamo.
Pure sulla lambretta.
I commenti che sento intorno a me sono variegati, passano dall’annoiato (quelle stanno su un altro pianeta… più o meno come le ferengi**) all’infastidito (tengoaltrodapensa’), dall’ipocritamente scandalizzato (terribile, poveriiiine -detto con la bocca a culo di gallina- però certo che sono proprio, loro, i loro uomini, un’altra razza) all’orgoglio malcelato (noi li riempiremmo di legnate quegli uomini lì… mia nonna già l’avrebbe fatto ai tempi suoi, se ora siamo libbbbbere, è perché ce lo siamo guadagnate).
Ma comunque salta fuori che siamo emancipate, NOI.
Peccato che una ricerca fatta alla fine del 2006 (quasi un anno fa, e non è cambiato NULLA) dal World Economic Forum sullo status delle donne in centoquindici (115) paesi, siamo arrivate settantasettesime (77°).
I parametri erano quattro: partecipazione e opportunità economica, accesso all’educazione, influenza politica, salute e aspettative di vita.
Ma noi abbiamo le pari opportunità.
NOI.
* ricordo alle più giovani che le donne italiane hanno votato, per la prima volta, nel 1946.
** razza aliena… vedere struttura sociale della razza qui.










Anche a tante donne italiane, soprattutto milanesi (turiste) vieterei l’uso della bici. Non ci sanno andare e mettono in pericolo la loro incolumità e quella degli altri. Oggi al Forte una ha attraversato il viale a mare senza neppure fermarsi a guardare. gli sono volutamente arrivato a 5 cm, ma avrei voluto pigiare l’acceleratore. Cosa mi ha trattenuto? Avevo da poco lavato l’auto e gli schizzetti rossi avrebbero insudiciato nuovamente la carrozzeria.
Divagazione agostiana pre-ferragosto
lassaperde! due anni fa ho visto una madre con creatura nel cestino (abitudine molto, troppo, diffusa nei luoghi turistici) impiantarsi in bici sull’aurelia.
con un balzo mi son messa tra la bici e la carreggiata impedendo alla piccola di rotolare via dal cesto, e per fortuna, non ci sono state conseguenze per nessuno.
causa dell’incidente il pareo della madre, che era volato incastrandosi nella catena…
ma come si fa ad andare in bici con un maxifoulard legato in vita?
mah!