Ma c’è da rimaner basiti.
Un bel servizio sul culo delle giornaliste su Velvet (la repubblica).
E ha un bel chiedersi blogaprogetto dove siamo. A questo punto c’è da chiedersi chi siamo, cosa siamo diventate. Siamo tutte così o sono solo le Altre?
Io dico, avrò anche passato l’età per essere orgogliosa del mio sedere, ma a quel manipolo di femmine che scrive per la repubblica, non è saltato in mente che qualcosa non va?
Come si fa a chiedere ad un gruppo di giornaliste (ma chissà come mai NON nomi conosciuti) di descrivere il proprio deretano?
E che a farlo sia proprio la repubblica?
Non saranno (forse) giovani precarie ricattabili? Nasce il sospetto di un paternalismo porcaccione da parte di un (vecchio) datore di lavoro.












[...] scrittura raccontando il proprio di dietro. Potete leggere due articoli sulla questione qui e qui. Io mi limito a riportarvi due stralci di giovane, brillante e rampante giornalismo al femminile. [...]
perdindirindina, me lo sono perso, l’articolo. ma nonostante sia un superbo e convinto estimatore del didietro femminile, preferisco concentrarmi sulla ricetta proposta sotto. Forse invecchiando prima si pensa alla gola poi alla lussuria?
mah! io invecchiando trovo che ci sia sempre più qualcosa in comune fra le due cose.
tra il mio didietro e il budino, intendo.
sob.
:D
Forse non vedono nel mondo niente di meglio di cui parlare, se non del proprio didietro.
Un esempio di come a volte i giornalisti si fanno rapire dal materialismo e scadono nella volgarità e -soprattutto- nell’inutilità sociale. Un giornalista non dovrebbe votare il suo lavoro al miglioramento della società, tramite critiche, ritratti ed elogi? Mah. C’è davvero da rimaner basiti.